Tifoso multimediale, Mondiale portatile

I programmi, gratuiti, per approfondire e rimanere aggiornati
Risultati, classifiche, gironi e statistiche a portata di click

Quando il tifoso è multimediale
va di moda il Mondiale portatile

di DANIELE SEMERARO

ROMA – I Mondiali di calcio entrano nel computer e nei dispositivi digitali portatili. Sono numerosissimi, infatti, i software distribuiti gratuitamente che aiuteranno i tifosi a seguire, minuto per minuto, tutti i risultati e le notizie dell’appuntamento sportivo più atteso e seguito al mondo. Così, i possessori di Pc, Mac, telefoni cellulari e palmari, pur non trovandosi davanti allo schermo del televisore, potranno essere aggiornati in tempo reale sull’andamento delle partite; non solo, avranno la possibilità di consultare anche un’enorme miniera d’informazioni, dati e statistiche.

Tra i prodotti più completi segnaliamo “Germany 2006 1.1”. Il software, prodotto da un autore italiano, Pier Luigi Covarelli di Perugia, è distribuito gratuitamente (ma chi è interessato può anche fare una donazione) per Windows, Mac Os e Linux. Permette di consultare il calendario degli incontri, memorizzare i risultati, visualizzare i gironi e i tabelloni ed elaborare statistiche. Se collegati a internet, si potrà anche aggiornare automaticamente il proprio database, evitando, così, di inserire manualmente tutti i risultati. Per ciascuna delle funzioni, poi, è disponibile anche la possibilità di esportare i dati direttamente in un foglio di calcolo o in un word processor.

Anche Microsoft ha prodotto un suo software per seguire i Mondiali: si tratta di “Microsoft Football Scoreboard”, un programma molto leggero che s’installa in pochi minuti e permette di visualizzare in sul proprio desktop tutte le notizie aggiornate sul Mondiale di Germania. Come la precedente, anche questa applicazione, collegata a internet, scarica risultati e classifiche in tempo reale. La vera novità rispetto agli “avversari” è il lettore di feed Rss integrato, che può essere configurato per collegarsi ai principali siti sportivi o al sito ufficiale della Fifa e ricevere, così, in tempo reale anche le ultime notizie di cronaca e costume.

Anche Excel, il programma di calcolo elettronico inserito in Microsoft Office, può diventare un’utile applicazione per non perdere neanche un minuto dei Mondiali. Numerosi siti internet, infatti, offrono la possibilità di scaricare un modello di Excel contenente un tabellone dove inserire i risultati delle partite e seguire l’evolversi del torneo, dai gironi alla finale, con la classifica che si compila automaticamente.

Gli amanti dei Widgets, i programmini che s’installano sul desktop (integrati nell’ultima versione di Mac Os X e implementabili anche su Windows grazie a Yahoo!Widgets), non potranno lamentarsi. Gli utenti Mac hanno a disposizione numerosi programmi, tra conti alla rovescia per chi non riesce ad attendere il fischio d’inizio delle partite e orologi che segnano l’ora di Berlino. Per Pc, Yahoo! (partner ufficiale dei Mondiali 2006) ha prodotto “FIFAworldcup”: un widget che permette di “appendere” sul desktop alcune finestrelle che visualizzano in tempo reale risultati e classifiche.

Gli utilizzatori di Mozilla Firefox troveranno particolarmente ultile “FootieFox”, un’estensione che si rivolge a chi non può seguire le partite del mondiale in diretta perché lontano dalla televisione o a lavoro. FootieFox, in tempo reale, informa, tramite segnali acustici e luminosi, gli utenti sui gol e i risultati finali.

Gli utenti di Pocket Pc e Palm Os potranno affidarsi a “Worldcup 2006 Edition”, un programmino che offre gratuitamente ai possessori di computer palmari la possibilità di scaricare e portare con sé tutti i dati del Mondiale. Nel programma sono inserite molte funzioni “extra”, tra cui le descrizioni dei giocatori (incluse tutte le loro foto), degli stadi e delle nazioni partecipanti, con la possibilità di ascoltarne gli inni nazionali.

Non è tutto, perché i Mondiali quest’anno sono sbarcati anche sull’iPod. Grazie a un’applicazione gratuita, “iPod World Cup Guide”, il player musicale si trasforma in una piccola enciclopedia con i profili dei calciatori e il calendario dell’evento. Entro pochi giorni, inoltre, verrà resa pubblica anche una guida turistica delle città sede delle partite. Il sistema è distribuito gratuitamente ed è rivolto a tutti i possessori di iPod di terza generazione (o successiva), iPod Nano e iPod Mini con almeno 2 megabytes di spoazio libero.

(9 giugno 2006)

Zambrotta out; c'è il dubbio Nesta

Il centrocampista della Juventus è però in fase di recupero
Potrebbe giocare già nel secondo match, quello con gli Stati Uniti

Zambrotta salterà la prima partita
con il Ghana in dubbio anche Nesta

di DANIELE SEMERARO

COVERCIANO (FI) – Zambrotta non sarà disponibile per la partita di esordio della Nazionale, Italia-Ghana; Nesta, invece, resta in dubbio per un infortunio muscolare. Questo il responso degli esami radiografici ed ecografici effettuati stamattina dai due giocatori a Firenze.

“Per Zambrotta – spiega il professor Enrico Castellacci, che ha accompagnato i giocatori agli accertamenti – gli esami hanno mostrato una remissione di più di metà della falda liquida, quindi è in fase di recupero. Siamo molto ottimisti, già da oggi ricomincerà a correre. A fine settimana nuovi controlli clinici”. Il giocatore, lasciando la clinica, si è detto “molto contento” e probabilmente potrà scendere in campo sabato 17 contro gli Stati Uniti.

Nesta, invece, ha un lieve versamento muscolare: svolgerà un allenamento differenziato e sabato si valuteranno le sue condizioni in vista di Italia-Ghana, che si giocherà ad Hannover lunedì 12 alle 21. “Sto bene – ha risposto Alessandro Nesta subito dopo essersi sottoposto agli esami -. Se riuscirò a giocare la prima partita? Si spera”.

I due giocatori saranno sottoposti a nuovi esami clinici in Germania, sabato 10 giugno: il controllo definitivo sullo stato del loro infortunio avverrà a 48 ore dall’esordio della Nazionale. Il regolamento Fifa, infatti, prevede che le squadre possano sostituire giocatori della rosa dei 23 fino a 24 ore prima della prima partita.

(6 giugno 2006)

(Nella foto: Gianluca Zambrotta)

"Con l'azzurro stipendi più alti"

Uno studio della Bocconi fa i conti in tasca a 367 calciatori
Ecco come lievitano gli stipendi se si partecipa ai Mondiali

Quando un gol vale un tesoro
chi va in azzurro guadagna di più

E una buona prestazione condiziona i contratti con i club di A

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Se alzeranno la coppa non è dato sapere ma una certezza ce l’abbiamo: Totti, Del Piero, Materazzi e compagni dal prossimo anno guadagneranno di più. Almeno secondo lo studio di due docenti universitari, Giacomo Silvestri e Fabrizio Montanari: ai fini dello stipendio dei giocatori una convocazione in Nazionale conta più di una vita di esperienza in serie A.

“Da circa due anni ci occupiamo del mondo dello sport – spiega Giacomo Silvestri, docente di gestione del cambiamento organizzativo alla Bocconi di Milano – e in vista dei Mondiali abbiamo voluto interessarci alle dinamiche salariali. Insieme a Fabrizio Montanari, docente di organizzazione aziendale all’Università di Modena e Reggio Emilia, abbiamo cercato di spiegare quali variabili influenzano lo stipendio dei giocatori”.

Per svolgere lo studio, i due ricercatori hanno preso in esame 397 stipendi di giocatori che abbiano giocato almeno mille minuti in campionato tra il 2000-2001 e il 2002-2003. Così, incrociando sei diverse variabili in un’equazione di regressione, è stato possibile verificare quali fossero i fattori più influenti per la determinazione dello stipendio dell’anno successivo.

“Abbiamo preso in considerazione l’età del giocatore, il numero di stagioni disputate in serie A, le squadre cambiate durante la carriera, i punti accumulati dalla squadra nella stagione precedente e le performance personali (presenze, gol). A questo abbiamo aggiunto la convocazione in Nazionale, che – abbiamo notato – è uno dei dati più influenti. Molto di più di ciò che si dice di solito”.

Tra i numeri più significativi che emergono dalla ricerca c’è anche il fatto che due fattori non vanno quasi per nulla a incidere sullo stipendio: l’età del giocatore e, incredibile, il cambio di squadra. “I dati che incidono maggiormente sulla retribuzione dei giocatori sono proprio quelli individuali – continua Silvestri -: chi gioca meglio guadagna giustamente di più, e chi ha giocato in squadre di successo è più remunerato”. Il dato nuovo, per la forza statistica che porta con sé, è proprio la convocazione in Nazionale. Praticamente, è stato verificato, tutti i giocatori convocati per i Mondiali, l’anno successivo guadagnano di più.

(5 giugno 2006)

(Nella foto: Francesco Totti)

Federcalcio, Guido Rossi nuovo commissario straordinario

È tra i massimi esperti italiani di diritto societario
Ha guidato la Consob, Ferfin-Montedison e Telecom Italia

Federcalcio, arriva Guido Rossi
sarà il commissario straordinario

di DANIELE SEMERARO

GUIDO Rossi, 75 anni, da oggi commissario straordinario della Federcalcio, è nato il 16 marzo del 1931, si è laureato in giurisprudenza all’università di Pavia e nel 1954 ha conseguito il Master of laws ad Harvard. È stato professore ordinario di diritto commerciale presso le università di Trieste, Venezia, Pavia e successivamente presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Milano e nell’Università Bocconi.

Fra i massimi esperti italiani di diritto societario, è stato presidente della Consob, l’organismo di vigilanza sulla borsa, dal 15 febbraio 1981 al 10 agosto 1982 e senatore (nella sinistra indipendente) nella decima legislatura. Fra le attività parlamentari, si ricorda la presentazione del disegno di legge antitrust del maggio 1988.

È autore di diversi volumi, tra i quali, in particolare, “Il fallimento nel diritto americano” del 1956, “Trasparenze e vergogna. Le società e la borsa” del 1982, “La scalata del mercato” del 1986, nonché di numerosi studi monografici in tema di società, impresa, mercati mobiliari e legislazione antitrust (tra questi in particolare lo studio: “Antitrust e teoria della giustizia” del 1995). Le sue ultime opere di grande diffusione sono state “Il conflitto epidemico” e “Il gioco delle regole” del 2003.

Rossi è stato, inoltre, presidente del gruppo Ferfin-Montedison dal giugno 1993 al febbraio 1995 e della Telecom Italia Spa dal 30 gennaio 1997 al 28 novembre 1997.

(16 maggio 2006)

(Nella foto: Guido Rossi)

Paura per il pattinatore Plushenko


Il fuoriclasse russo stava viaggiando da Torino a Milano

Nebbia, paura per Plushenko
coinvolto in maxi-tamponamento

Nessuna conseguenza, ma seri danni alla macchina

di DANIELE SEMERARO

TORINO – Momenti di paura per l’angelo russo Evgeni Plushenko, il danzatore dei pattini che ieri ha conquistato l’oro a Torino. Erano da poco passate le 8 e si trovava sull’autostrada Torino-Milano, direzione aeroporto, dove lo aspettava il volo per tornare a casa. All’improvviso è scesa fitta la nebbia ed è cominciato l’inferno: tamponamenti a catena, vetri e fari in frantumi, feriti, ambulanze.

Alla guida c’era Lorenzo Boglione, il figlio diciannovenne di Marco, patron del Basic Village-Robe di Kappa, dove la Russia ha insediato il suo quartier generale. Dietro l’allenatore, Alexej Mishin. Eugeni dormiva, felice, medaglia sul cuore e nelle orecchie ancora la standing ovation del Palavela e il ricordo della grande festa a Casa Russia, durata fino alle 4 di notte tra champagne e balli. Un party grandioso, al quale hanno partecipato tutti i vip russi presenti alle Olimpiadi di Torino: vecchie medaglie d’oro, giocatori della squadra di hockey, pattinatori, politici, cantanti e attori.

Solo poche ore di sonno, poi la partenza. Quindi la paura: “È stato un momento terribile, non si vedeva nulla”, racconta Lorenzo Boglione, autista dell’Audi Q7 (in Italia non è ancora in vendita) messa a disposizione da Casa Russia. “Solo un attimo, poi sono riuscito a frenare – continua Lorenzo – ma purtroppo è cominciato un tamponamento a catena, il colpo è stato violento. La vettura che ci seguiva si è schiantata contro la nostra procurandosi gravi danni. Eugeni si è svegliato di soprassalto, io continuavo a scusarmi e lui mi diceva che non dovevo preoccuparmi, che ero stato bravissimo. Mi ha ringraziato un milione di volte”.

L’auto è poi ripartita alla volta di Malpensa, da dove Eugeni è partito alla volta di Mosca, per festeggiare ancora tra la sua gente, sul cuore sempre la medaglia olimpica.

(17 febbraio 2006)

(Nella foto: Evgeni Plushenko)

Wwf, ai Giochi la sufficienza

A due giorni dall’inizio delle Olimpiadi invernali l’associazione ambientalista
ha dato le prime valutazioni sull’impatto delle nuove strutture costruite

Wwf, sufficienza ai Giochi di Torino
“Ma i punti negativi sono ancora pesanti”

Tra le opere criticate, la pista per il Bob e quelle per il salto del trampolino (“due cazzottoni”)
Giudizio sospeso per le strutture temporanee. Rassicurazioni dagli organizzatori

di DANIELE SEMERARO

TORINO – Il voto del Wwf sulle Olimpiadi di Torino è “sufficiente”. A due giorni dall’inizio dei Giochi invernali l’associazione ambientalista ha espresso le prime valutazioni sull’aspetto organizzativo e regolamentare e sull’impatto ambientale “anche se – spiegano – una vera e propria analisi potrà essere fatta solo alla fine dell’evento”. Nel rapporto “Ghiaccio, neve, città”, dunque, il Wwf dà un giudizio tutto sommato positivo anche se a sospendere ogni verdetto “c’è la necessità di comprendere cosa avverrà delle strutture temporanee realizzate nei siti di montagna” (come tribune, bagni, area media e sponsor).

Gli elementi positivi riguardano innanzitutto la destinazione post-olimpica di alcuni impianti, la coerenza col piano regolatore ed i principi di bioarchitettura con cui è stato costruito il Villaggio Olimpico torinese. A questo si può anche aggiungere lo sforzo fatto un po’ ovunque per utilizzare impianti e strutture esistenti, per la localizzazione in aree urbane di gran parte di quelle nuove, la riduzione dei bacini di innevamento al minimo necessario, la predisposizione di una serie di piani di sostenibilità (tra cui il piano trasporti, il piano rifiuti e il piano acque).

Tra i punti negativi, invece, il Wwf “pur prendendo atto degli sforzi fatti nella ricerca di una possibile compatibilità dei Giochi, mette sul piano della bilancia gli aspetti che intaccano gravemente l’ambiente montano”. In particolare, spiegano, “si sono volute costruire in aree delicate e di pregio ambientale impianti imponenti – definiti dal segretario aggiunto del Wwf Gaetano Benedetto due “cazzottoni ambientali” – per due discipline sportive assai poco praticate nel nostro Paese, come la pista del Bob e quelle del trampolino per il salto”. Per i trampolini non sarebbe stata rispettata la cosiddetta “opzione zero” (in gergo, il non intervento) in considerazione della vicinanza con gli impianti francesi di Abertville. Inoltre, “sono stati realizzati tre trampolini per l’allenamento non previsti e non necessari, ignorando così i vincoli idrogeologici, quelli paesaggistico-ambientali e la possibile interferenza con zone tutelate d’interesse comunitario.

Altro aspetto critico sarebbe quello dell’innevamento artificiale: “Per innevare con uno spessore di neve artificiale di appena 30 centimetri un’area di 5,5 milioni di metri quadrati – spiegano dal Wwf – si calcola che si dovranno consumare almeno 825 mila metri cubi d’acqua”.

E le critiche non si fermano nemmeno davanti al già “maltrattato” fuoco olimpico: il braciere, in particolare, è accusato di consumare troppo. Per il Wwf, così, si potrebbero ridurre i consumi facendolo diventare “simbolo di sostenibilità: mentre ora farà bruciare per 15 giorni 8 mila metri cubi di metano all’ora, quanto serve in un anno a un paese di 3500 abitanti”.

“Il Wwf – conclude il comunicato – pur ritenendo l’esperienza di Torino complessivamente positiva rispetto ad esperienze analoghe anche recenti, auspica che debbano essere gli stessi Comitati olimpici internazionali e nazionali a centrare con maggiore efficacia l’obiettivo ambiente, soprattutto se eventi sportivi così complessi avvengono in luoghi sensibili come le Alpi, protette da un’apposita Convenzione internazionale”, ha detto Gaeteano Benedetto, Segretario aggiunto di Wwf Italia.

Secca invece la risposta di Mimmo Arcidiacono, presidente dell’Agenzia Torino 2006, che ha realizzato le due opere più contestate: “Direi che i cazzottoni se li sono dati loro: il trampolino è citato ad esempio nel mondo come poco impattante, tanto che non si vede dall’altra parte della valle. Per la pista temporanea di bob, mi chiedo con quale tecnologia inedita vogliano realizzarla, perché oggi non ne esistono”. Sulle strutture temporanee la competenza, invece, è del Toroc. Roberto Saini, responsabile ambiente del comitato organizzatore, tranquillizza così il Wwf: “Cominceremo a smontare le strutture temporanee dal giorno dopo la fine dei Giochi, il 27 febbraio”.

(8 febbraio 2006)

Striscioni nazisti all'Olimpico: indagati sei tifosi della Roma


Gli ultras di destra riconosciuti grazie alle telecamere dello stadio
Vari i reati ipotizzati, tra i quali l’istigazione alla discriminazione

Striscioni nazisti all’Olimpico
indagati sei tifosi della Roma

Con la vecchia legge rischiavano fino a 4 anni di reclusione

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Sei tifosi della Roma sono indagati dalla magistratura per aver esposto, durante la partita Roma-Livorno del 29 gennaio, striscioni di carattere nazista.

I reati ipotizzati dai pm Elisabetta Ceniccola e Vittoria Bonfanti, al termine di una riunione con il procuratore Giovanni Ferrara e dopo aver valutato il rapporto presentato in mattinata dalla Digos, sono quelli di violazione della legge Reale (art. 3 della Legge 654/75, che punisce chiunque diffonda in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale) recepita poi dall’articolo 2 della legge Mancino del ’93 che, tra l’altro, “vieta l’accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche alle persone che vi si recano con emblemi o simboli che richiamino l’odio razziale”.

I magistrati, inoltre, hanno anche contestato agli indagati di aver agito a volto coperto.
L’identificazione degli ultras da parte della Digos è stata possibile grazie alle telecamere a circuito chiuso, alle riprese televisive e al lavoro degli agenti infiltrati nella curva giallorossa.

I reati prevedono la reclusione fino a quattro anni. La pena, però, sarà diminuita non appena entrerà in vigore la legge (già approvata in Parlamento e in attesa di pubblicazione) che andrà a modificare il codice penale in materia di reati di opinione, e che punisce “con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a seimila euro chi propaga idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.

(6 febbraio 2006)

(Nella foto: Uno degli striscioni esposti all’Olimpico durante la partita del 29 gennaio scorso)

Doping, Bode Miller accusa Armstrong. "Prende strane pillole: è così facile barare"


Un’altra intervista choc della stella dello sci americano:
“Il medico gli porta le pillole e Lance le prende senza dire nulla”

Bode Miller accusa Armstrong
“Doping, si può sempre barare”

Poi si scaglia contro il campione di baseball Barry Bonds

di DANIELE SEMERARO

NEW YORK – “Se vuoi, oggi puoi barare: proprio come Armstrong o Bonds”. Lo sciatore Bode Miller torna a far parlare di sé, questa volta non per le imprese sulle piste innevate ma per l’ennesima intervista provocatoria. Oggetto della discussione, questa volta, il doping, in particolare nel mondo del ciclismo e del baseball. Miller, infatti, accusa pubblicamente il pluripremiato ciclista Lance Armstrong e Barry Bonds, stella del baseball dei San Francisco Giants.

In una lunga intervista col mensile “Rolling stone”, Miller si scaglia duramente contro Lance Armstrong (il texano, reduce da sette vittorie consecutive al Tour de France, si è ritirato l’anno scorso). Qualche mese fa, il quotidiano francese “L’Equipe” aveva affermato che il corridore risultò positivo all’Epo in alcuni controlli effettuati nel 1999. “Se si parla di consapevolezza del doping – accusa Miller – fai come Lance e quelli lì: ogni giorno il dottore gli dà una scatola di pillole, e loro non chiedono niente. Prendono le pillole, tutto qua”.

Lo sciatore non si ferma al ciclismo, ma spara a zero anche contro tutto il mondo del baseball americano: “In questo momento, se vuoi, puoi barare. Barry Bonds e tutti quegli altri stanno barando consapevolmente, ma hanno a disposizione tutte le scappatoie che vogliono”. L’immagine del passatempo nazionale statunitense era stata macchiata dallo scandalo legato alla Balco, la società californiana responsabile della produzione e commercializzazione del Thg, uno steroide sintetico. Le indagini federali, poi, avevano evidenziato un uso diffuso di sostanze illecite sui campi della Major League Baseball. Attualmente la Lege ha approvato un protocollo antidoping più rigoroso.

L’argomento doping era già stato affrontato da Miller a inizio stagione, quando aveva stupito tutti pronunciandosi a favore di una parziale liberalizzazione delle pratiche che, secondo il regolamento attuale, sono considerate illecite. Tra le esternazioni dello sciatore che più hanno fatto discutere figura anche una recente intervista alla trasmissione “60 minutes” della Cbs, nella quale il campione aveva ammesso di aver gareggiato ubriaco.

(27 gennaio 2006)

(Nella foto: Lo sciatore americano Bode Miller)

Le norme sulle droghe leggere inserite nel decreto Olimpiadi


Se approvata, la legge prevede pene da sei a vent’anni anche per
la detenzione di droghe leggere. Giovanardi: “Abbiamo posto la fiducia”

Legge sulla droga nel decreto Olimpiadi
L’Unione: “Faremo battaglia durissima”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Alcune norme del disegno di legge Fini sulle droghe leggere potrebbero entrare in vigore già nelle prossime settimane, inserite nel maxiemendamento del governo per assicurare la sicurezza alle Olimpiadi invernali di Torino. Come riferito dal ministro Giovanardi, il governo ha posto la fiducia.

Le novità. Se il decreto sarà approvato, potranno essere applicate pene da sei a vent’anni se si importa, esporta, riceve, acquista o detiene una sostanza stupefacente per uso non esclusivamente personale. Le quantità sono ancora da definire, ma (questo è uno dei temi più scottanti dello scontro politico) non vi sarà più alcuna distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere. Chi detiene un quantitativo inferiore, tabelle alla mano, per uso personale, potrà essere sottoposto a sanzioni amministrative, come la sospensione della patente di guida, del porto d’armi, del passaporto, del permesso di soggiorno per motivi turistici (o, nel caso di cittadino extracomunitario non lo otterrà mai). Nel maxiemendamento, inoltre, compaiono anche una serie di norme che incidono sul processo penale e di esecuzione di pena guardando alla funzione riabilitativa e al recupero di indagati, imputati o condannati come tossicodipendenti.

La protesta. “Un colpo di mano” per imporre una visione autoritaria: così ha commentato Rosi Bindi, deputata della Margherita, parlando di “norme poliziesche che affrontano il contrasto alle tossicodipendenze in modo assolutamente inadeguato e osteggiate dalla stragrande maggioranza degli operatori e delle comunità di recupero”. Dello stesso avviso il senatore Guido Calvi, capogruppo Ds in commissione Giustizia: “Questa legislatura è stata segnata soltanto da strappi istituzionali, ma pensare di concluderla con un voto di fiducia che inserisce in un decreto sulle Olimpiadi di Torino una nuova legge sulle droghe è davvero troppo”, mentre Giovanni Russo Spena, di Rifondazione, annuncia “una battaglia durissima” contro “una legge assurda”. Parole molto forti arrivano anche dal segretario di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti: “Quello che offende è che per ammiccare alla parte reazionaria dell’elettorato la Casa delle Libertà si permette di inserire in una legge che riguarda le Olimpiadi un provvedimento sulle droghe. Ci vorrebbe una ribellione etico-morale prima che politica su un episodio come questo”.

La difesa della legge. La difesa del governo è affidata ancora una volta al ministro Carlo Giovanardi, che parla di nuove norme contro la droga con l’obiettivo di salvarei tossicodipendenti e sgominare le bande di spacciatori: “Siamo partiti dal principio che un giovane tossicodipendente non può essere ammazzato – ha detto il ministro per i Rapporti col Parlamento – dandogli l’eroina fino a quando non muore. Sia ben chiaro che chi compra eroina sostenendo che sta rifornendo tutti gli amici della festa, difficilmente potrà farla franca, questo è spaccio. La nuova legge – conclude l’esponente dell’Udc – pone fine a una situazione di grande incertezza perché a oggi i tribunali hanno troppa discrezionalità nello stabilire se si tratta di spaccio oppure di consumo personale”.

Fortemente critici nei confronti del centrosinistra anche i Radicali: “Mentre nell’Unione ci dicono di non parlare di laicità – dice il segretario Daniele Capezzone – Fini e Giovanardi vogliono sbattere in galera i ragazzi per qualche spinello. È emergenza sociale: ma i vertici del centrosinistra cosa dicono?”.

(26 gennaio 2006)

Schumi: "Lasciare? Deciderò a metà della stagione. Se resto, in Ferrari"


“Voglio lottare per il titolo”. “Un mio passaggio alla Toyota?
Non mi risulta”. “Se continuo, al 99,9% resto con la Rossa”

Schumacher: “Il mio futuro?
A metà stagione deciderò”

E il ferrarista apre a Valentino Rossi: “Se vuole
può diventare un pilota di Formula Uno”

di DANIELE SEMERARO

MADONNA DI CAMPIGLIO (Trento) – A metà stagione Michael Schumacher deciderà se continuare ad essere un pilota di Formula 1. “Se sarà così di certo posso dirvi che al 99,9 per cento resterò in Ferrari”, ha detto, aggiungendo che parla di 99 per cento perché non vuole “nemmeno prendere in considerazione di ripetere una stagione come quella dello scorso anno. Non dico che voglio vincere, dico che voglio lottare per il titolo”.

Le prime indicazioni sullo sviluppo della nuova macchina, ha detto poi il pilota tedesco, “sono positive”. “Probabilmente gioca a nostro favore – ha spiegato – anche tutto il lavoro svolto lo scorso anno. Abbiamo fatto 90 mila chilometri di test senza raggiungere nulla, ma quel lavoro è servito. Quanto accaduto l’anno scorso ha dato una scossa a tutti. Abbiamo capito gli errori fatti e con Massa (suo compagno di scuderia, ndr) facciamo un bel mix di esperienza e gioventù”.

L’annuncio è arrivato alla prima conferenza stampa ufficiale della nuova stagione, a Madonna di Campiglio, dove il sette volte campione del mondo è apparso motivato e molto concentrato. Sulla possibilità di un passaggio, dalla prossima stagione, alla Toyota, il ferrarista ha smentito tutte le voci, anche quelle del suo manager Willy Weber: “Non so perché abbia detto certe cose, chiedetelo a lui. Dovessi ritirarmi non farei nulla nell’immediato ma mediterei sul mio futuro”.

Durante l’incontro, poi, Schumacher ha aggiunto che Valentino Rossi può diventare un pilota di Formula Uno: “Solo lui sa se vuole o meno accettare l’idea di fare l’esperienza necessaria. Dipende solo da lui – ha aggiunto – e credo che la Ferrari sarebbe felice di aiutarlo. Però Valentino sa che la parte più difficile di questo mestiere è il piccolo salto di qualità finale. Quell’extra in più che fa la differenza. Passare dalle due alle quattro ruote è possibile, molto difficile il contrario. Io, per esempio, ci ho provato e mi sono reso conto che non ce la farei a fare quello che fa lui. Valentino però ha talento e sensibilità, nei test ha dimostrato di sapersi migliorare costantemente”.

Chiusura calcistica. Alla domanda “Ha più chance di vincere il mondiale, la Ferrari o la nazionale tedesca?” (che egli stesso ha definito “un po’ scorretta”), Schumy ha ammesso di “avere più fiducia nella Ferrari”.

(12 gennaio 2006)

(Nella foto: Michael Schumacher)

Cassano dimagrisce, debutto vicino


La prima settimana dell’ex-romanista a Madrid è caratterizzata
da allenamenti e dieta differenziata: l’obiettivo è perdere altro peso

Cassano ha perso un chilo e mezzo
si avvicina il debutto nella Liga

di DANIELE SEMERARO

MADRID – L’inserimento di Antonio Cassano nel Real Madrid prosegue a ritmo serrato: il fantasista barese ha infatti già perso un chilo e mezzo e potrebbe debuttare con i Galacticos al Bernabeu domenica prossima (ultima giornata del girone d’andata del campionato spagnolo) nella partita contro il Siviglia.

Cassano, reduce da due settimane di inattività, sta seguendo un programma differenziato, tutto corsa, palestra e bicicletta, che dovrebbe riportarlo al peso forma entro pochi giorni. Durante il week-end il giocatore ha effettuato una doppia sessione di allenamento: 4 serie di corsa, all’85% della sua frequenza massima cardiaca, poi un’ora e mezza di pesi in palestra.

Secondo il preparatore atletico madridista e la dietologa brasiliana, Cassano deve dimagrire di almeno cinque chili in pochi giorni. E così, oltre agli allenamenti differenziati, sta seguendo una dieta a base di pollo e riso, con divieto assoluto di mangiare formaggi e dolci e di bere bevande gassate e alcoliche.

Ma l’ex romanista ha anche altri “problemi” da affrontare: sta infatti decidendo dove prendere casa. La scelta più accreditata è la ex-dimora di Arrigo Sacchi: è in città, come preferiscono il giocatore e la fidanzata Rosaria, e non è lontana dallo stadio Bernabeu.

(10 gennaio 2006)

(Nella foto: Antonio Cassano e il preparatore atletico Antonio Mello)

Cocaina, Bachini ancora nei guai. Era recidivo, rischia la radiazione


Il giocatore, trovato positivo nel 2004, venne squalificato
per un anno. Pescante: “I provvedimenti siano esemplari”

Cocaina, Bachini di nuovo positivo
adesso rischia la radiazione

Luigi De Canio, allenatore del Siena: “Mi sembra tutto
assurdo, speriamo di trovarci di fronte a un errore”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Il calciatore Jonathan Bachini è nuovamente risultato positivo all’antidoping per cocaina. Il centrocampista del Siena, che fu trovato positivo alla stessa sostanza già quando giocava nel Brescia ed è quindi recidivo, rischia una sanzione pesantissima, se non la radiazione.

Bachini, secondo quanto rende noto un comunicato del Coni, è risultato positivo per “methylecgonine, metabolita di cocaina”, al controllo ordinario a cui è stato sottoposto il 4 dicembre scorso, in occasione della partita del campionato di serie A Lazio-Siena.

La Federazione Medico Sportiva Italiana ha ricevuto e trasmesso al Coordinamento Antidoping del Coni il caso di registrata positività di Bachini, e a sua volta il Coni ha informato la Federazione, con cui ha proceduto all’abbinamento codice-atleta.

Il giocatore adesso rischia di chiudere la carriera. Quando fu trovato positivo alla stessa sostanza, nel settembre 2003, Bachini fu squalificato per nove mesi, pena poi aumentata a un anno dalla Caf.

Luigi De Canio, allenatore del Siena, appena ricevuta la notizia si è detto “molto sorpreso”: “Mi sembra tutto assurdo. Aspettiamo che si compia tutto l’iter del caso prima di condannare il giocatore. Speriamo di trovarci di fronte a un errore – ha aggiunto -: ho sempre puntato tantissimo su di lui. Sapevo che era difficile recuperarlo ad alti livelli dopo un anno di attività, ma ho sempre pensato che le sue motivazioni el asua qualità potessero essere un’arma vincente per noi. Ora questa nuova tegola, mi dispiace soprattutto per l’uomo”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Mario Pescante, sottosegretario ai Beni Culturali con delega allo Sport: “È un doping molto specifico perché questa sostanza non è dopante ma è droga. Il fenomeno è preoccupante e incomprensibile. È accaduto a Maradona e ad altri. Non capisco: in un mondo così brillante e ricco sembra strano che ci siano forme di droga”. Pescante ha anche aggiunto che il numero delle positività “è alto per non preoccuparsi” e che ora “i provvedimenti devono essere esemplari”.

(9 gennaio 2006)

(Nella foto: Il centrocampista del Siena Jonathan Bachini)

Un’altra vittima alla Dakar. Muore il centauro Caldecott


Tragedia in Mauritania: il campione della Ktm è deceduto
dopo la caduta al chilometro 250 della nona tappa

Dakar, tragica caduta in Mauritania
muore l’australiano Caldecott

Dal 1979 il rally ha tolto la vita a 50 persone tra partecipanti, pubblico
e membri della carovana. L’anno scorso morirono Perez e Meoni

di DANIELE SEMERARO

KIFFA (Mauritania) – Ancora un morto alla Dakar: il pilota australiano Andy Caldecott, 41 anni, è deceduto durante la nona tappa del rally. La caduta mortale al chilometro 250 della prova tra Nouakchott e Kiffa (599 Km in totale), in Mauritania.

“La morte di Caldecott è stata istantanea ed è avvenuta per trauma cervicale – ha precisato il direttore della prova Etienne Lavigne -. La notizia del decesso è arrivata alle 11.57. Una ventina di minuti dopo un elicottero di soccorso si era già posato sul luogo dell’incidente. I medici, però, non hanno potuto far altro che constatare che il pilota era già morto. Rispetto all’edizione precedente – ha dichiarato Lavigne – abbiamo adottato delle misure di sicurezza: abbiamo imposto un limite di velocità e ridotto l’autonomia delle moto più leggere. Caldecott si trovava su un tratto molto rapido, ma era entro i limiti”. Lavigne ha anche annunciato di voler comunicare personalmente la notizia della sciagura ai piloti che raggiungeranno il traguardo di Kiffa: “È con loro – ha detto – che si prenderà una decisione sul prosieguo della gara”.

Al termine dell’ottava tappa, Caldecott era sesto in classifica a circa nove minuti dal leader, il francese David Casteu. La partecipazione all’edizione in corso del Rally Dakar non era nei suoi programmi, ma non si era tirato indietro quando, lo scorso mese, era stato chiamato a rimpiazzare lo spagnolo Jordi Duran, costretto a dare forfait per un infortunio.

Caldecott era iscritto al raid con il team Repsol-Redbull, e lo scorso anno era giunto al traguardo di Dakar chiudendo al sesto posto in classifica generale. Originario di Keith, nel sud-est dell’Australia, sposato e con un figlio, durante la scorsa edizione subì la frattura di una caviglia a causa di una caduta; nel 2004, invece, partecipò alla gara grazie ad una raccolta di fondi organizzata dai suoi concittadini. Tra i suoi trofei anche la vittoria, per quattro volte di seguito (dal 2000 al 2003), dell’Australian Safari.

Dal 1979, l’anno della prima edizione della Dakar, il raid ha tolto la vita a cinquanta persone tra partecipanti, pubblico e membri della carovana. Il centauro australiano è la ventitreesima vittima tra coloro che prendono parte alla gara. L’anno scorso morirono due grandi campioni del motociclismo internazionale: lo spagnolo Juan Manuel Perez e l’italiano Fabrizio Meoni.

(9 gennaio 2006)

(Nella foto: L’australiano Andy Caldecott)

Cassano al Real, ultimi dettagli. Attesa per l'annuncio ufficiale


Emissari spagnoli al centro di Trigoria per chiudere l’affare
È fatta, manca soltanto la comunicazione del trasferimento

Cassano al Real, ultimi dettagli
Attesa per l’annuncio ufficiale

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Il tormentone degli ultimi mesi potrebbe concludersi entro poche ore. È tutto pronto, infatti, per la firma definitiva che darà l’ok al trasferimento di Antonio Cassano dalla Roma al Real Madrid. Le parti si stanno incontrando in queste ore a Trigoria.

Il Real Madrid, secondo quando riferisce il quotidiano spagnolo “Marca”, dovrebbe versare nelle casse giallorosse cinque milioni di euro (a fronte degli otto inizialmente chiesti dalla Roma). Il talento barese avrebbe un contratto fino al 2011.

Che l’arrivo di Cassano al Real sia ormai certo è confermato dal fatto che si sbilancia anche il tecnico delle “merengues”, Juan Ramon Lopez Caro: “Se arriva dovrà mettersi al lavoro e con il suo contributo potrebbe rendere ancora più grande questo club. Se lo conosco come giocatore? So che ha fantasia, molta qualità e fiuto del gol. È un giocatore di categoria internazionale, che riunisce grandi doti”.

Non si sbilancia invece Luciano Spalletti. “Parlando col ragazzo ho avuto l’impressione che sia suo desiderio andare a fare nuove esperienze”, dice il tecnico giallorosso che non aggiunge altro perché “ancora in attesa” di ulteriori sviluppi.

(2 gennaio 2006)

(Nella foto: Antonio Cassano)