No, non si parla di lui

Consiglio di leggere tutto d’un fiato, fino in fondo. Perché non è come sembra (è peggio).

“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.

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Berlino e Dresda a -10°

A una settimana dal viaggio a Berlino e Dresda pubblichiamo una galleria fotografica insieme a qualche riflessione. Non bastano cinque giorni per visitare Berlino: si tratta di una città che va vissuta, va assaporata, va percorsa in lungo e in largo (cosa che durante il viaggio è stata molto difficile, considerati i 30 centimetri di neve caduti incessantemente per tutta la settimana).

Una città modernissima, che sta rinascendo dalle ceneri di due città, la Berlino Est e la Berlino Ovest di cui si è tanto parlato nei mesi scorsi, completamente diverse tra loro.

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Prima e dopo il muro

Ieri al museo di Roma in Trastevere ho visitato la mostra fotografica “Prima e dopo il muro”, tutta dedicata alla città di Berlino prima, durante e dopo l’innalzamento del muro.

Una mostra che consiglio a tutti, non solo agli appassionati di storia o di fotografia, soprattutto per la qualità degli scatti (molti vengono da agenzie fotografiche come Magnum o Contrasto e sono di fotografi famosi come, solo per citarne uno, Cartier-Bresson). Ma anche per i racconti, al lato delle fotografie, della vita quotidiana nella Berlino di vent’anni fa, presi da libri, giornali, dispacci di agenzia, telegiornali.

Bellissimo scoprire, tramite le immagini, le nette differenze tra Berlino Est e Berlino Ovest, la curiosità degli abitanti di vedere cosa ci fosse oltre la “cortina di ferro”, le misure di sicurezza messe in atto dalla temutissima Vopos (la forza di polizia della Rdt), l’abbraccio di amici e dei parenti ricongiunti dopo la caduta del muro, i bambini che giocano a pochi metri dai carri armati.

Un modo per venire a contatto con un periodo storico allo stesso tempo lontano e vicino al nostro, che ha cambiato per sempre il rapporto tra Oriente e Occidente.

(Foto da Flickr)

Pensieri sconnessi dopo la visione de “Il Grande Sogno”

Dopo aver visto “Il Grande Sogno” di Michele Placido, film ambientato durante gli anni della contestazione studentesca del ’68, continuo a pormi – sempre più – diversi interrogativi sull’Italia di oggi.

 

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Sesso e hacker alle origini di Facebook

 

Facebook – ora sotto accusa per la mancanza di privacy – è nato da tradimenti e particolari hot. A svelarlo è Ben Mezrich con il libro “The Accidental Billionaires”. Il mio servizio per la trasmissione “IO REPORTER” di Sky Tg24 di sabato 11 luglio 2009.

Strasburgo, tensione per l’apertura del vertice Nato. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Inizia oggi tra Strasburgo e Baden-Baden il vertice Nato in occasione del sessantesimo anniversario dell’Alleanza. Un vertice che per il ministro dell’Interno francese presenta “seri rischi per la sicurezza pubblica”.

Il World Wide Web compie 20 anni. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Vent’anni e non dimostrarli affatto. È il World Wide Web, la grande rete mondiale, nata ufficialmente il 13 marzo del 1989. Quel giorno il ricercatore britannico Tim Berners-Lee presentò al Cern di Ginevra un sistema per la distribuzione di dati scientifici basato sugli ipertesti, cioè testi in cui le singole parole potevano essere utilizzate per creare legami con altre pagine. Nella primavera del 1991, i primi test, nel dicembre successivo il primo collegamento con un server al di fuori del Cern.

Civita di Bagnoregio, il paese che muore

 

Ho visitato Civita di Bagnoregio, gioiello immerso nelle colline della Tuscia in provincia di Viterbo. Un paese molto particolare che tra qualche anno (decine, centinaia o migliaia, chi lo sa…!) potrebbe non esserci più. Di origine etrusca, è infatti costruito su una collina di tufo e rischia, con l’erosione di vento e pioggia, di scomparire. Vi si accede dal centro abitato di Bagnoregio attraverso un lungo ponte di pietra. E nonostante in paese non abiti praticamente più nessuno, non è insolito, nei giorni di festa, trovare decine di turisti e curiosi.

Una breve descrizione del paese:

Il colle tufaceo su cui sorge Civita è minato alla base dalla continua erosione di due torrentelli che scorrono nelle valli sottostanti e dall’azione delle piogge e del vento: si sta dunque sgretolando, lentamente ma inesorabilmente. Il borgo, dove resistono a vivere poche famiglie, sta franando, evaporando – si sta smarrendo: domani non sarà che un miraggio, come i sogni più belli, come Venezia (anch’essa condannata dalle acque), come tutto ciò che rivela la fragilità, l’impotenza umana. La più bella definizione di Civita è del suo figlio Bonaventura Tecchi: “la città che muore”. Il destino quasi segnato del luogo, il paesaggio irreale dei calanchi argillosi che assediano il borgo, i loro colori tetri che contrastano con quelli dorati del tufo, fanno di Civita un luogo unico, solare e crepuscolare insieme, vivo o spettrale, a seconda dell’umore di chi la guarda dal precipizio del Belvedere, conclusione “aerea” – quasi – del centro storico di Bagnoregio che inizia dalla splendida porta Albana.

D@di nel 2001

Per festeggiare il proprio decimo compleanno, Google dà in questi giorni la possibilità di effettuare una ricerca sul Web come se fossimo nel 2001. Incredibile vedere come nel 2001, inserendo il mio nome, uscisse un solo risultato (che si riferisce al primo sito che ho creato, sette anni fa)!


Provateci anche voi, cari lettori: che strano tornare indietro nel tempo… di internet!

Stasera sono su History Channel!

I lettori più affezionati ricorderanno che qualche tempo fa ho partecipato, da comparsa, alla realizzazione di una puntata della serie “Delitti”, una produzione Wilder.

Stasera, se lo vorrete, potrete guardare in prima visione la puntata (“Il caso Gucci”) alle 23 su History Channel!


Perché le ragazze italiane sono così carine? Ecco un’interessante teoria storica

A chiederselo un sito americano, che ha pubblicato oggi un lungo articolo che è tra i più letti sul Web. Secondo “Double Viking”, questo il nome del sito, le ragazze italiane sarebbero così carine grazie al melting pot creato dall’Impero romano.

“Persone di tutte le razze e di tutti i colori, già dall’età dei romani, hanno iniziato a transitare dall’Italia. Molti (soprattutto ai tempi delle leggi razziali) hanno pensato che questo melting-pot sia stata una delle cause principali della caduta dell’Impero Romano. Le ragazze, invece, sono tra le più belle del mondo proprio perché sembrano essere ‘il prodotto’ del miscuglio di geni di differenti gruppi etnici”.

L’articolo prende poi in considerazione, ovviamente, anche la dieta mediterranea (ecco perché le nostre ragazze sarebbero così in forma) ma purtroppo anche la propensione a spogliarsi e a concedersi delle italiane nei confronti delle americane (questo a mio avviso non è assolutamente vero! – e poi che c’entra con la bellezza?).

Una tesi abbastanza strampalata a prima vista, che però in alcune parti ha un suo senso. Vai qui per leggere l’articolo completo, corredato da belle fotografie (in alto, Sofia Loren). Che ne pensate?

Dopodomani Bill Gates lascia definitivamente la Microsoft. Storia di un “multimiliardario filantropo”

→ D@di per Geekissimo.com

Dopodomani, venerdì 27 giugno 2008, sarà l’ultimo giorno di Bill Gates alla guida della Microsoft. Dopo 1.712 settimane e quasi 33 anni di onorata carriera, Gates si ritirerà dagli affari andando a dedicarsi a tempo pieno alla Bill&Melinda Gates Foundation, l’organizzazione da lui fondata nel 2000 che, ad oggi, rappresenta l’istituzione filantropica più ricca al mondo, con 37,3 miliardi di dollari. Nonostante l’imminente addio, “l’imperatore dell’informatica” – così è stato recentemente soprannominato Gates – in questi giorni continua a svolgere normalmente i suoi lavori. Gates aveva fondato la Microsoft nell’aprile del 1975 ad Albuquerque (nel New Mexico) insieme a Paul Allen.

“Gates partecipa alle riunioni quotidiane come se dovesse restare per i prossimi dieci anni”, racconta uno Steve Ballmer in gran forma e che da lunedì prossimo assumerà le redini della società e andrà ad occupare il famoso “ufficio ad angolo” di Gates. Un’uscita – quella di Bill – preparata già da due anni: nessuno ormai fa più capo direttamente a lui, e pian piano il magnate è riuscito a organizzare tutto in modo che la sua uscita possa essere il meno traumatica possibile. Dal 2006 Gates ha infatti dato il via a un periodo di transizione che, come ha ammesso anche Ballmer, non è stato facile. Ora a Ballmer tocca la sfida di dimostrare che i bei tempi della società non finiscono con l’uscita di scena di Bill Gates.

Venerdì, dunque, sarà una giornata storica, e la routine lavorativa sarà interrotta con alcune celebrazioni e dei festeggiamenti. Ma Bill Gates, ovviamente, non uscirà del tutto di scena: continuerà infatti a recarsi in ufficio a Redmond almeno una volta a settimana, anche se “fisicamente” la sua stanza sarà un’altra. La passione di Bill Gates iniziò nel 1968, tra le mura scolastiche, quando insieme ad Allen mise per la prima volta le mani su un computer. L’anno della svolta è però il 1974, quando Gates e Allen proposero alla Mits, società produttrice di computer, un software basato sul linguaggio Basic. La Mits ne sembrò entusiasta e i due riuscirono a entrare nel giro. Nel 1975 fondarono la Microsoft.

Il successo ottenuto inizialmente fu enorme, tanto che nel 1986 i due erano già milionari. E l’anno successivo miliardari, con l’annuncio di Microsoft e Ibm del lancio di OS/2 1.0, che sarebbe andato a sostituire Ms-Dos. La collaborazione con l’Ibm si concluse poi nel 1991, quando Gates modificò il nome di OS/2 in Windows, il sistema operativo che poi, dopo qualche anno, sarebbe andato letteralmente a monopolizzare il mercato. Uno strapotere che, però, è costato a Microsoft anche sanzioni milionarie da parte dell’antitrust europeo. Oggi Microsoft è presente in 104 paesi e conta su 80mila dipendenti. Che siate fan di Windows o che preferiate Mac o Linux, una cosa bisogna riconoscerla a Bill Gates: la sua lungimiranza e la sua bravura hanno cambiato il nostro modo di vivere, per sempre.