Crisi e bimbi sbagliati

In prigione per scappare dalla moglie, nudi su un aereo e bordelli nel Follini di questo numero

 

A CASA CON IL BIMBO SBAGLIATO
“Solo chi lavora sbaglia”. È un vecchio adagio che non passa mai di moda. E che i medici di un ospedale americano stanno riferendo a tutti i giornalisti che chiedono informazioni su uno strano caso avvenuto alcuni giorni fa. In Nord Dakota, infatti, una neo-mamma, dimessa subito dopo il parto, si è portata a casa il bimbo sbagliato. Secondo fonti ufficiali, riportate da un giornale locale, è stata anche aperta un’inchiesta su come ciò sia potuto accadere. Secondo il direttore sanitario del Mercy Medical Center di Williston, l’errore è stato scoperto un paio di giorni dopo che la mamma aveva lasciato la struttura ospedaliera, e lo scambio del bimbo “sbagliato” con quello “giusto” è avvenuto nel giro di pochissimo tempo. Giusto il tempo, aggiungiamo noi, di iniziare ad affezionarsi al bambino, farlo conoscere a vicini e parenti e scattargli duecento foto, tutte finite su Facebook e – ovviamente – rimosse in pochissimo tempo. Non si sa come l’errore sia potuto accadere. Ma quello che è ancora più assurdo è che “off the record”, cioè senza che le telecamere stessero inquadrando i sanitari, subito prima della conferenza stampa per spiegare l’accaduto, uno dei medici si è lasciato scappare: “Beh che dire, sarà sicuramente un bimbo fortunato e molto arzillo nella vita: nei primi giorni di vita è già riuscito a succhiare quattro tette!“.

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Marinai e sposine tr#ie

Scandalo in Australia per una gara di sesso su una nave militare. E mentre in Gb la polizia si lamenta, in Italia le future spose cornificano i fidanzati con ballerini cubani

 

IN THE NAVY
Dei marinai, solitamente, si dicono due cose. Che molti di loro siano omosessuali, e che un marinaio ha una donna in ogni porto. Con questa storia vera e incredibile proveniente dall’Australia proveremo a sfatare questi due miti. È scandalo nella Terra dei canguri per una gara molto particolare che si è svolta a bordo della portaerei “HMAS Success”. Il primo premio veniva dato al marinaio che riusciva a portarsi a letto il maggior numero di colleghe, anch’esse imbarcate sulla nave. Non è tutto: ogni ragazza, in base alla propria bellezza e al proprio fascino, era stata classificata, e così, ad esempio, andando a letto con la bionda della sala macchine si riuscivano ad ottenere 100 punti, con la signora delle pulizie o la cuoca della mensa invece solo 10. Ovviamente anche il luogo in cui si faceva l’amore poteva rivelarsi chiave di vittoria: il ponte principale, il tavolo da biliardo o il corridoio davanti alla cabina del comandante offrivano molte possibilità di salire in cima alla classifica; farlo in un ripostiglio, in una camerata o in bagno sicuramente ne offriva meno. La gara – che, ammettiamolo, rendeva meno noiose le lunghe gare oceaniche – è stata però scoperta dal capitano durante un viaggio al largo di Singapore. Chi vi aveva preso parte è stato riportato immediatamente a terra, e adesso sta affrontando un lungo processo.

 

CIRCONCISIONE FAI-DA-TE. COL TAGLIAUNGHIE
Quasi tutti gli uomini sanno cos’è una circoncisione; le donne invece ne sono sicuramente meno a conoscenza. Prima di raccontarvi la storia, incredibile, che riguarda quest’argomento spieghiamo velocemente di cosa si tratta. La circoncisione è una pratica chirurgica che consiste nell’asportare parte o la totalità del prepuzio del pene ed in genere anche parte o tutto il frenulo. È in genere usata in medicina per cercare di porre rimedio ad alcune disfunzioni del pene, ma c’è anche chi senza motivo si sottopone – non stiamo parlando di chi è obbligato dalla religione, come ebrei e islamici – a circoncisione volontaria. È quello che è successo a un ragazzo di Stevenage, nella regione dell’Hertfordshire, in Gran Bretagna, che è corso all’ospedale con il pene insanguinato per aver provato ad effettuare da solo l’operazione… con l’aiuto di un tagliaunghie! “Nessun uomo dovrebbe mai provare a fare una cosa del genere – ha commentato il medico di guardia ai media locali, particolarmente interessati alla strana vicenda – perché le conseguenze possono essere molto difficili da curare, e possono andare a intaccare anche le performance sessuali del paziente”. Un esame più approfondito ha poi rivelato che l’uomo aveva nel sangue una massiccia quantità di alcol.

 

113: TRA CRICETI, TAXI E CREDITO TELEFONICO ESAURITO
Quante volte le forze di polizia si lamentano delle chiamate totalmente inutili che ricevono ai numeri di emergenza? Gattini saliti sugli alberi, porte blindate che non si aprono e che poi si aprono all’arrivo degli agenti, finte aggressioni o litigi di coppie annoiate. Sicuramente i telefonisti dei vari 113 e 112 di tutto il mondo potrebbero scrivere enciclopedie sulle chiamate più inutili e bizarre. Alcuni di loro – esauriti – si sono rivolti all’emittente britannica Sky News per denunciare l’abuso dell’utilizzo di questi servizi. La chiamata che è entrata a far parte della storia è sicuramente quella di una signora che, alzata la cornetta, ha iniziato a urlare all’impazzata. All’inizio gli agenti non riuscivano a capire cosa stesse succedendo, ed erano già preparati al peggio, pensando a un duplice omicidio o a un serial killer. E invece si trattava semplicemente del criceto. Morto, direte voi. No, assolutamente: vivo. Ma purtroppo era scappato dalla gabbia, si era lanciato dalla finestra nel giardino ed era sparito nel nulla. La donna chiedeva l’aiuto degli agenti per recuperarlo. Ma non è tutto: sembra che in Gran Bretagna le chiamate al 112 arrivino anche per nidi di api trovati nei sottotetti delle seconde case o addirittura da persone che non hanno finito il credito nei propri cellulari e non sanno come ricaricarli. Ma c’è anche chi ha chiamato il numero di emergenza per farsi passare la centrale operativa dei taxi, il più vicino pony-pizza o, è successo anche questo, il numero dell’estetista (“È un’emergenza: devo andare al mare e ho i peli sulle gambe”)!

 

UNA COSÌ BRAVA RAGAZZA
Prima di sposarsi bisogna essere sicuri al cento per cento della propria moglie. E non ingaggiare un investigatore privato due giorni prima del matrimonio. È un consiglio spassionato che vi diamo, e sarete sicuramente d’accordo con noi leggendo questa storia, incredibile, che viene da Roma. Un uomo ha fatto pedinare da un’agenzia investigativa la futura sposa ed è venuto a sapere di essere stato tradito con uno spogliarellista cubano dalla futura moglie durante la festa di addio al nubilato. Ma si trattava, evidentemente, solo della punta di un iceberg di corna. “Ci vedevamo soltanto nei fine settimana, e così dopo qualche piccola voce che mi era arrivata ho iniziato ad avere dei sospetti, e ho deciso di rivolgermi a un’agenzia privata di investigazioni specializzata in infedeltà coniugali”. Il giorno dopo, proprio all’indomani della richiesta di informazioni e due giorni prima del matrimonio, il responso dell’investigatore privato: “Tradimento consumato con spogliarellista cubano”. Con tanto di ripresa video. Risultato? Nozze disdette e richiesta di danni morali e materiali. Ma consoliamoci: lo sposino tradito avrà con sé un ottimo strumento per trastullarsi durante le sere di tristezza e malinconia: il filmino “porno” della ex-fidanzata!

 

PORTAFOGLI DOPO 63 ANNI
Come dice il nostro premier dobbiamo essere ottimisti, guardare alle buone notizie che arrivano dal mondo e cercare di essere lungimiranti. Per questo vi raccontiamo la storia di un uomo dell’Oregon, negli Stati Uniti, tale Bill Fulton. Bill, residente a Baker, è stato raggiunto da un ragazzo, neo-assunto come bidello nella scuola media del paese, che gli ha riportato il portafogli che aveva perso. Finalmente una buona notizia, direte voi, ce ne fossero di persone così. E no! Perché l’uomo aveva perso il portafogli nel 1946, cioè 63 anni fa. “Non mi ricordo di aver perso il portafogli – ha raccontato il signor Fulton – ma è passato tanto di quel tempo… probabilmente devo averlo smarrito mentre guardavo una partita di basket”. Il portafogli, ritrovato durante una sessione intensa di pulizie (quindi per 63 anni nessuno ha pulito a fondo la palestra della scuola, dobbiamo immaginare) aveva all’interno ancora la patente di guida per motocicletta e la carta d’identità dell’uomo. Quando si dice la lungimiranza!

La confessione corre sul Web

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Prima c’erano i preti online. Ora, invece, le confessioni si fanno da sé. Ecco le più incredibili!

Una volta c’era Don Piccì, il sacerdote virtuale che aiutava le persone in difficoltà a confessarsi, su internet. Come dimostrano anche le nostre inchieste (del 2007 e del 2008) sono moltissime le persone che ogni giorno, avendo timore o vergogna nel recarsi in Chiesa a confessare i propri peccati, utilizzano il mezzo elettronico via Web per raccontare i propri fatti privati e chiedere perdono.

Ma ci sono dei fatti che difficilmente si riuscirebbe a confessare, anche al più aperto dei sacerdoti. Stiamo parlando dei nostri vizi, il torbido che c’è nell’animo umano, il sesso, le perversioni, insomma l’inconfessabile. C’è chi affida questi segreti al proprio o alla propria partner, chi li racconta al proprio amico del cuore, chi scrive il diario segreto e chi, invece, spiattella tutto su internet. Con il massimo anonimato, ovviamente. E chiedendo anche l’assoluzione.

Stiamo parlando di un nuovo sito, chiamato Confessionale.net, all’interno del quale è possibile confessarsi in modo anonimo e, soprattutto, leggere le confessioni altrui. Ciò che ognuno scrive, leggiamo, non viene censurato preventivamente; quindi, com’è facile immaginare, sfogliando le pagine si trova davvero di tutto, dal tradimento al latrocinio, dall’incesto alla cattiveria pura.

Ognuno, dunque, può scrivere la confessione e poi tornare sul sito, magari qualche giorno dopo, per vedere quante penitenze o assoluzioni ha ricevuto; al contrario, il lettore può leggere tutte le confessioni che vuole e, per ognuna, votare per l’assoluzione o la condanna. Addentriamoci, allora, all’interno delle storie più torbide che abbiamo trovato all’interno del database del sito. Iniziando, ovviamente, da quella che ha avuto più penitenze: “Sto bevendo troppo, non mi accorgo più della differenza tra realtà e sogno”, scrive il “più peccatore”, che ha ricevuto ben 82 penitenze. Ma andiamo avanti, perché questa è bellissima: “C’era un periodo in cui non so bene perché, ma mi capitava, quando usavo il bagno in casa di amici, di fare pipì nel lavandino o nella vasca da bagno. Penso comunque che il bagno sia una sorta di luogo segreto, dove più o meno tutto è concesso, basta lasciare pulito”. L’importante è lasciare pulito, aggiungiamo noi. Altra segnalazione molto criticata dal popolo del Web: “Tradisco mio marito con un suo collega d’ufficio e non mi sento nemmeno in colpa. Penso che prima o poi ci scoprirà, però questo non mi spinge a cambiare le cose. Dovrei lasciarlo, so che non è giusto ma non riesco proprio a sentirmi in colpa perché lui per ora non soffre”.

Tra i peccati più assolti, invece, spadroneggia al primo posto una “tiepida” lamentela contro Trenitalia: “Trenitalia fa schifo. La ODIO e odio tutti quei figli di *** che ci stanno dentro e ti fanno sborsare uno sproposito di soldi per dei treni che fanno schifo che puzzano che sono sempre in ritardo che vengono soppressi e che ti lasciano a piedi. E per colpa dei treni soppressi non lo posso vedere nemmeno oggi. Trenitalia devi morire”. Una confessione lucida ed efficace! A sorpresa, invece, al secondo posto tra le assoluzioni altre due storie di sesso: “Vado a letto con la figlia diciannovenne della mia compagna e non mi sento nemmeno in colpa… anzi!” e “Sto diventando la migliore amica della tipa con cui il mio ex mi ha tradito. Tanto ora sono lesbica”. Per la serie: diventa amico del tuo peggior nemico!

Ma continuiamo con la carrellata delle notizie più strane: c’è chi confessa di non lavarsi i denti la sera, prima di andare a letto, e chi invece di aver rubato dal portafogli del commilitone in caserma. Chi dice di non essere razzista ma confessa di provare odio per le persone basse e chi, invece, si lamenta perché, pur avendo fatto sesso con l’assistente del proprio professore, all’esame ha ricevuto solamente ventotto.

C’è spazio anche per le perversioni più estreme: “Io e mio fratello – si legge – siamo molto legati e da qualche mese facciamo petting. I nostri genitori non sanno nulla. Ho il terrore che ci scoprino. Capisco che la cosa possa sembrare abbastanza insana vista dall’esterno ma non riesco a sentirmi malata, nonostante per noi sia come una droga”. E c’è anche chi nutre un particolare amore per gli animali: “Confesso che mi eccito al pensiero della cagnetta di un mio amico” e chi chiede aiuto, sempre sullo stesso argomento, ai più esperti: “Faccio il solletico alle palle del mio cane. È una cosa gay? Il cane è maschio”. Ma forse la confessione più bella è questa: “A volte le chiappe mi si appiccicano un po’ e diventa fastidioso, allora aspetto il momento giusto e furtivamente ci striscio in mezzo la mano come una Mastercard, e la giornata riparte”. Chi di noi non lo fa?

Il sito, non abbiamo dubbi, di certo farà strada. “La comunità – spiega la sua fondatrice, Amanda – è ancora abbastanza piccola e spesso si intuisce che molte persone tornano a confessarsi. Non so bene come, ma si è creata anche una piccola comunità di ragazze lesbiche o bisex che si diverte a lanciarsi frecciatine anonime. A volte ci sono messaggi che denotano solitudine, penso ci sia molta gente che soffre e che passa troppo tempo su internet, e questo mi rattrista”.

“L’idea di Confessionale – continua Amanda – nasce con un tono leggero, anche un po’ ironico, ma non mancano confessioni vere, di dolore e solitudine, cui riservo attenzione e grande rispetto. Io non sono credente, ma riconosco che per molti aspetti la Chiesa catalizzava in passato una serie di funzioni di grande utilità sociale. Oggi manca la figura del prete di paese. Si vive nelle grandi città e si coltivano amicizie temporanee e spesso superficiali. Scrivere i propri pensieri e le proprie emozioni può essere molto utile; certo non è necessario farlo su internet. In linea di massima – conclude – internet ha grandi potenzialità in merito, ma è anche un mezzo di grandi velocità e banalizzazioni”.

Anziani troppo arzilli

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Il Follini ma Vero che vi proponiamo in questo numero si occupa principalmente di vicende strane, e spesso molto singolari, accadute ad anziani ed anziane

IL SEGRETO DELLA LONGEVITÀ? RIMANERE VERGINI. FINO A 105 ANNI
Come si fa ad arrivare a 105 anni? Semplice: rimanendo vergini. È lo strano “segreto della longevità” che un’anziana signora britannica ha rivelato al “Daily Mail”, popolare tabloid londinese. Clara Meadmore, questo il suo nome, ha raccontato di essere stata “troppo impegnata” nella sua vita da non riuscire a trovare il tempo per “intrecciare relazioni intime con gli uomini”: “Non ho mai avuto un fidanzato, né alcun rapporto”, ha confessato, ricordando come negli anni Trenta fosse inconcepibile, per una donna, avere relazioni al di fuori del matrimonio. Certo, l’amore non è stato completamente assente dalla sua vita: Miss Meadmore, infatti, ha confessato di aver avuto “amicizie platoniche” con alcuni uomini, “senza mai sentire la necessità di andare oltre”. Clara, segretaria in pensione, ha però aggiunto – off the record, cioè fuori dall’intervista – che sì… non le dispiacerebbe, anche a questa età, provare almeno per una volta la “strana ebrezza dell’amore fisico”. Qualche candidato? Forse il protagonista della nostra prossima storia, che viene da Avellino.

UOMO DI 53 ANNI ABUSA DELLA SUOCERA 82ENNE
La notizia ha dell’incredibile ma, come tutte quelle che vi raccontiamo all’interno della nostra rubrica del “Follini ma Vero”, è – appunto – accaduta realmente. Un pregiudicato di 53 anni di Sacco, in provincia di Salerno, è stato arrestato dai Carabinieri in flagranza di reato con l’accusa di violenza sessuale consumata ai danni della suocera ottantaduenne. I militari della stazione di Polla, nel Salernitano, accorsi subito dopo la chiamata di pronto intervento hanno raccontato di aver trovato la moglie quarantaseienne di D’Andrea all’interno della sua abitazione in stato di forte agitazione: la madre ottantaduenne, infatti, si era chiusa a chiave nella propria stanza da letto e non voleva saperne di uscire. Solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine e una lunga “opera di convincimento” si è decisa ad aprire. Dolorante e ferita, l’anziana donna ha raccontato di essere stata malmenata, denudata e violentata dal genero. I Carabinieri, così, hanno arrestato immediatamente l’uomo, che si trovava ancora all’interno dell’abitazione, e stava dormendo beato (forse soddisfatto della notte di passione). L’anziana è stata subito soccorsa e trasportata all’ospedale di Polla, dove i medici le hanno riscontrato un trauma cranico-toracico ed è stata giudicata guaribile in dieci giorni.

OTTANTACINQUENNE RAPINA CASERMA DEI CARABINIERI E NE FERISCE DUE
Per gli anziani, si sa, le forze armate e soprattutto l’Arma dei Carabienieri possono essere un importante ricordo d’infanzia. Tempi in cui lavorare nelle forze dell’ordine era considerato un lavoro di prim’ordine, ben pagato e degno di uomini valorosi (beh, lo stesso vale anche per oggi – togliamo solo il “ben pagato”). Ebbene: un ottantacinquenne di Trevico, in provincia di Avellino, non ha scelto un ufficio postale o lo sportello di una banca per compiere una rapina… ma proprio la caserma dei Carabinieri della propria città. Oltre a tentare di rapinare i pochi soldi presenti in cassaforte, l’uomo ha avuto anche una colluttazione con i due militari accorsi per bloccarlo, e che sono rimasti feriti con un coltello da cucina. L’attempato rapinatore, hanno raccontato i testimoni, ha bussato alla porta della caserma dicendo al piantone di dover sporgere denuncia. Appena entrato, però, ha estratto un grosso coltello da cucina, che nascondeva nella giacca e ha minacciato i due carabinieri presenti, pretendendo del denaro. Ne è nata, così, una colluttazione, e solo dopo alcuni minuti i due militari sono riusciti a immobilizzare l’uomo. L’ultraottantenne è stato denunciato per tentata rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale ed è stato affidato a un familiare e a una struttura sanitaria per il trattamento obbligatorio.

UN TRADIMENTO FINITO (PARECCHIO) MALE
In quest’ultima notizia non parliamo di anziani, ma di un tradimento finito in tragedia. Un uomo, infatti, è morto a casa dell’amante “tradito” dal cuore… ma la tragedia doveva ancora avvenire: quando è arrivata la vera moglie, fra le due donne è scoppiata una violenta rissa. Un parapiglia, come hanno raccontato i giornali locali, davanti alla salma dell’uomo “conteso”, che gli infermieri dell’ambulanza accorsa hanno fatto fatica a sedare. Il tutto è accaduto a Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso. Lì l’uomo, 53 anni, sposato e padre di un figlio, era andato a trovare l’amante per una serata intima. Durante l’amore, però, si è sentito male a causa di un attacco di cuore ed è morto sul colpo. Sconvolta e angosciata, così, la donna ha chiamato l’ambulanza e i soccorsi sono arrivati in pochi minuti; i tentativi di rianimarlo, però, sono stati inutili. A quel punto i sanitari hanno chiesto le generalità dell’uomo (per esplicare tutte le formalità di rito), ma purtroppo si è reso necessario chiamare la “vera” moglie. Alla tragedia, così, si è aggiunto anche il dramma della gelosia, con una litigata furibonda, vetri rotti, parolacce, insulti, sputi e armadi semidistrutti, tra le due donne, rimaste vedove – entrambe – dell’uomo che amavano.

“Cacche” di cane col microchip

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

A Vercelli schedate tutte le cacche di cane. Ma parliamo anche di sfortuna, di preti incarcerati per strani morsi e di detenuti che ordinano al ristorante

CACCHE DI CANE COL MICROCHIP
La notizia non ha fatto tanto scalpore nel nostro Paese; anzi, è stata ripresa da pochissimi giornali. Ma – come tutte quelle che raccontiamo in questa ormai seguitissima rubrica del “Follini ma Vero” – ha dell’incredibile. A Vercelli, in Piemonte, il sindaco ha annunciato la creazione di un database del Dna di tutti i cani per identificare le cacche che sporcano i marciapiedi e creano tanti problemi ai pedoni e all’arredo urbano. “Se i cartelli e gli avvisi alla popolazione non bastano – ha spiegato l’assessore comunale all’Ambiente Antonio Principe – proveremo con la genetica. Dunque, si inizerà con schedare il Dna di tutti i cani domestici; dopodiché, quando gli addetti alla pulizia urbana troveranno una cacca per terra, la raccoglieranno con uno speciale strumento e la invieranno ad un laboratorio di analisi. Questo analizzerà gli escrementi e – in modo automatico – attraverso il database del Dna potrà risalire ai padroni e multarli. “Ogni test del Dna costerà circa 13 euro – ha aggiunto l’assessore – che saranno pienamente coperti dalle multe che saranno elevate ai contravventori. Chissà che una volta per tutte non riusciremo ad estinguere, a Vercelli come in tante altre città d’Italia, la brutta pratica di non raccogliere gli escrementi dei propri animali. Il genio italico di nuovo all’opera, direte voi? Nient’affatto: l’iniziativa è già stata testata con successo nella cittadina israeliana di Petah Tikva.

PUNTO DA UN CALABRONE, SALE IN AUTO E FINISCE CONTRO UN TIR. MA SI SALVA
La sfiga ci vede benissimo, dice un proverbio. Ma quello che è accaduto ad un agricoltore settantasettenne di San Vittore del Lazio, in provincia di Frosinone, ha dell’incredibile. È stato punto da alcuni calabroni in aperta campagna, è salito in auto per raggiungere la Statale e chiedere aiuto, ma ha perso i sensi ed è finito contro un tir. Salvandosi, fortunatamente. L’uomo è praticamente scampato alla morte per tre volte nel giro di pochi minuti. Mentre stava raccogliendo l’uva, infatti, è stato assalito dai famigerati insetti che lo hanno punto. Così, nel tentativo di mettersi in salvo si è messo alla guida della sua Fiat Punto, ma ha perduto i sensi. L’auto, però, ha continuato la sua marcia, ha attraversato un tratto di strada miracolosamente vuoto finendo nel piazzale di un distributore di benzina. L’utilitaria, a quel punto, si è scontrata contro un tir, che solo per miracolo – di nuovo! – ha evitato lo scontro tra l’auto e le pompe di carburante. Immediatamente soccorso dai sanitari del 118, l’anziano guarirà in trenta giorni. Che c…fortuna!

ANDARE IN PRIGIONE IN EGITTO NON È POI COSì MALE
I prigionieri egiziani saranno in grado di fare ordini al ristorante o al take away. Lo ha deciso il ministero degli Interni del Cairo dopo una prova durata per tutto il mese santo del Ramadan, e che ha riscontrato un ottimo successo tra i detenuti, risollevando loro gli animi. La notizia, riportata dal giornale Al Ahram, sta facendo il giro del mondo. Tra i cibi maggiormente ordinati, nel mese di prova, pizza e kebab. La mossa è stata molto apprezzata dai prigionieri; un po’ meno, invece, dalle organizzazioni che difendono i diritti umani, secondo cui l’amministrazione penitenziaria ha voluto rendere un po’ meno dura la vita nelle più popolose carceri del paese arabo, che sono tra le più invivibili del mondo tra scarsissima polizia, il cibo di pessima qualità e le torture per chi si comporta male.

GERMANIA, PRETE CONDANNATO PER MORSO A GENITALI

Lo so, fa sempre male sentire storie che riguardano i sacerdoti e il sesso. Ma ovviamente, per dovere di cronaca, non potevamo non riportarle. Un prete cattolico è stato condannato a sei mesi con la condizionale da un tribunale di Francoforte per aver morso il pene dell’uomo con cui stava avendo un rapporto sessuale orale. Il religioso, 46 anni, è stato sospeso dall’attività pastorale. Appena arrivato in ospedale ha raccontato di essere stato costretto con la forza all’atto sessuale dall’uomo conosciuto in un locale frequentato da omosessuali dove – indovinate un po’? – il religioso stava cercando di riportare i presenti sulla retta via. Il giudice del tribunale di Francoforte, almeno per il momento, non gli ha creduto e lo ha giudicato colpevole di lesioni fisiche. Per il sacerdote, ordinato nel 1989, tra l’altro, non si trattava della prima volta davanti a un giudice: nel 1995 era stato condannato – pensate – a dodici anni di reclusione per tentato omicidio dopo che in Austria aveva aggredito con un coltello un giovane prostituto.

Morire per un gioco erotico

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Non fa ridere, fa riflettere. Un uomo nel Bolognese ha perso la vita durante un assurdo gioco erotico. Secondo l’esperto, fatti simili sono in continuo aumento

Morire facendo l’amore. È incredibile, ma accade anche questo, e sempre più di frequente. L’ultimo spiacevole fatto è avvenuto nel Bolognese, e purtroppo siamo costretti a riportarvelo e a parlare (anche con l’aiuto di un esperto) dell’argomento… che da troppe persone e testate giornalistiche è considerato un tabù, e che invece potrebbe trasformarsi entro pochi anni in un vero e proprio allarme sociale.

Partiamo dai fatti: un uomo di trentuno anni è deceduto durante una pratica di “bondage”. La parola bondage, per chi non lo sapesse, in inglese significa “schiavitù” o “soggezione”, e sta ad indicare quelle particolari pratiche sessuali basate sulle costrizioni fisiche e realizzate con legature, corsetti, cappucci, bavagli, o più in generale sull’impedimento consenziente alla libertà fisica, di muoversi, di vedere, di parlare, di sentire.

Sembrerebbe qualcosa di assolutamente assurdo, ci sono invece persone a cui queste pratiche piacciono e che attraverso di esse provano piacere. Il problema, ovviamente, è quando il piacere si trasforma in una sofferenza estrema, e quindi anche nella morte. Il trentunenne in questione, infatti, è morto a causa delle lacerazioni provocategli alla gola (e quindi del conseguente soffocamento) dalla catena con cui un “amico” lo aveva legato a un albero. Gli accertamenti disposti dal Pm hanno escluso che sul corpo dell’uomo ci fosse la presenza di fratture o percosse indipendenti dalle lesioni provocate dalla catena; l’autopsia, inoltre, sembra escludere che il decesso sia avvenuto in seguito a un’azione violenta.

Per questo, tutte le piste degli investigatori portano alla versione del gioco erotico andato a finire male. Versione, tra l’altra, confermata anche dal medico legale. Per il decesso è stato arrestato un amico della vittima (sì, avete capito bene: un uomo morto e un altro arrestato “semplicemente” per un gioco erotico) con l’accusa di omicidio preterintenzionale. A far “crollare” l’indagato due versioni dei fatti completamente diverse date alle forze dell’ordine al momento dell’arresto e qualche giorno più tardi.

Abbiamo chiesto al sessuologo Willy Pasini di darci una mano a capire meglio questo strano fenomeno del bondage e della perversione sempre più estrema, che si starebbe espandendo a macchia d’olio. “Un uomo adulto su cinque ha comportamenti sessuali perversi”, spiega l’esperto. “C’è chi nega e non ammetterà mai – continua – di avere perversioni per paura di ledere la propria immagine, e c’è chi lo afferma a gran voce per creare proseliti”. Ma dove finisce il gioco erotico, e dove inizia la patologia?

“Gli uomini che hanno comportamenti devianti sono solitamente adulti, ma è molto difficile identificarli: “Non appartengono a nessuna classe sociale in particolare e a nessuna classe di età definita, possono anche essere anziani”. Fin quando si resta entro perversioni soft, i comportamenti non fanno male agli altri (come il fenomeno del “travestitismo”); il problema, invece, entra in gioco quando si tratta di “perversioni obbligate”, ossia necessarie per arrivare al piacere: “Il sesso si separa dalla procreazione e dal cuore, e si diventa schiavi delle proprie perversioni, che da soft diventano hard e scatta la patologia”.

Ultimamente è innegabile che, grazie anche al Web, le perversioni e gli incontri stiano aumentando a dismisura: basti considerare che anche la coppia bolognese si era conosciuta inizialmente in una chat su internet: “Il Web – conclude Pasini – ha sicuramente incrementato l’incontro tra chi ha in comune certi tipi di perversione, e permette di riunire chi ha tendenze hard e preferenze speciali. Tra l’altro c’è da aggiungere che il mondo virtuale e quello televisivo hanno esorcizzato certi comportamenti perversi, e li hanno utilizzati come messaggi commerciali, aiutando così le perversioni ad allargarsi a dismisura”.

Per concludere, e per citare un vecchio adagio: fate l’amore, non fate la guerra.

Il cane e la Regina

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

In esclusiva per lo Stivale Bucato una notizia che riguarda un vizietto scoperto a corte della Regina Elisabetta. Ma parliamo anche di cani, lottatori di sumo e lavastoviglie che salvano un rapporto

IL CANE COSTRETTO A FARE ALL’AMORE
Premettiamo che per scrivere questo articolo nessun animale è stato maltrattato. Purtroppo, però, il protagonista di quest’assurda storia è proprio un animale maltrattato: un cane, pastore belga di cinque anni. Che veniva offerto dalla propria padrona per prestazioni sessuali a pagamento in un appartamento di via Tonale a Milano. Prestazioni che, oltre a coinvolgere il povero quadrupede, prevedevano a volte anche il diretto coinvolgimento della padrona, una brasiliana di 29 anni. La donna è stata denunciata e successivamente arrestata grazie a una segnalazione anonima. Ma cosa faceva esattamente la padrona? Semplice: pubblicava annunci a pagamento sotto copertura di centro massaggi; in realtà, per una clientela molto selezionata, la brasiliana offriva anche prestazioni di altra natura, tra cui i rapporti sessuali con la presenza attiva del proprio cane, e su richiesta, anche con la presenza attiva di lei stessa. Il cane era stato appositamente addestrato per prestazioni di carattere sessuale, e ogni “seduta” variava dai 150 ai 300 euro. Ma non era meglio se quel povero cane lo facevano accoppiare con una bella&sexy cagnetta?

COME FINIRE IN PRIGIONE PER MANCANZA DI LAVASTOVIGLIE
C’è chi dice la lavastoviglie può salvare un matrimonio. Apparentemente è proprio così. Trasferiamoci a Fort Worth, in Texas, dove una ragazza ventenne è stata arrestata con l’accusa di violenza aggravata. Cosa ha fatto? Semplice: ha morso il suo fidanzato, gli ha rotto una cornice di vetro in testa e lo ha colpito in faccia con un mattarello. Tutto perché lui non voleva lavare i piatti. L’uomo, interrogato in ospedale, ha riferito che tutto è iniziato perché la donna ha ha dato in escandescenza quando, tornata a casa dopo il lavoro, ha scoperto che il ragazzo non aveva lavato i piatti, come promesso. Così gli ha chiesto di andarsene di casa e lì è iniziata la colluttazione. Lui cercava di spiegare le sue ragioni, lei lo picchiava con ogni arnese che le capitava a tiro. La donna, che ora si trova in carcere, con ogni probabilità sarà rilasciata dopo il pagamento di diecimila dollari di cauzione. Probabilmente, se si rimetteranno insieme, la prima spesa grossa sarà l’acquisto di una lavastoviglie.

IL PICCOLO SEGRETO DELLA REGINA ELISABETTA
Avete mai notato, guardando il telegiornale la sera, quante notizie “stupide” arrivano dall’Inghilterra? Sondaggi sugli argomenti più disparati, stranezze ai limiti del reale, gente che fa cose curiosissime… e poi ci sono loro: la regina, Carlo, Camilla, e chi più ne ha più ne metta. Poteva lo Stivale Bucato essere da meno? Decisamente no, considerato che proprio sulla Regina Elisabetta ha avuto una soffiata in esclusiva direttamente da Londra. Ebbene, pare che Sua Maestà abbia ricevuto, prima dell’inizio del match di calcio Croazia-Inghilterra, la fornitura di mille litri di birra. Alla faccia del lusso e della sfrenatezza… nemmeno un ubriacone doc riuscirebbe a smaltire tutto quell’alcol. In realtà, spiega l’ufficio stampa della Corona inglese, la birra non era destinata alla sovrana, bensì a un pub (chiamato “Windsor Castle”, che però è anche il nome della residenza ufficiale della regina) che si trova a poca distanza dal castello reale. A trarre in inganno la ditta incaricata dell’eccezionale trasporto, dunque, l’omonimia. Il pub aveva ordinato la maxi-fornitura di birra prevedendo gran folla per la partita di qualificazione ai mondiali del 2010. “In passato è successo il contrario – ha commentato il proprietario del locale Misko Coric – e cio che ci hanno recapitato per errore delle merci che erano state richieste dal palazzo reale. È la prima volta che noi ordiniamo e loro ricevono”. Ecco dunque spiegata la ragione di quel carico così particolare. Ma siamo davvero sicuri che il pub “Windsor Castle” non sia tutta una montatura per nascondere un vizietto segreto dei cortigiani e della regina?

GIAPPONE, LOTTATORI DI SUMO “FUMATI” DI MARIJUANA
In Giappone i lottatori di sumo sono famosi per essere sempre rispettati e apprezzati, in quanto il sumo è uno sport che vanta oltre duemila anni di tradizione e rappresenta quasi uno stile di vita per la società giapponese. Addirittura, i lottatori sono tenuti a condurre una vita rigorosa, ispirata ad alti valori e legata ad antichi rituali. Perciò ha fatto molto scandalo, questa settimana, la notizia proveniente da Tokyo secondo cui alcuni sportivi sono stati scoperti mentre facevano uso di droghe leggere. I lottatori sono stati subito allontanati ed espulsi dall’associazione che li rappresenta; lo scandalo, però, ha colpito così profondamente l’opinione pubblica che addirittura il capo dell’associazione (uno sportivo molto famoso in Giappone, vincitore di numerosissimi riconoscimenti negli anni Ottanta) è stato costretto a rassegnare le proprie dimissioni. Lo scandalo, infatti, arriva solo un mese dopo un episodio del tutto simile, che aveva riguardato un lottatore russo. Una carriera in fumo, è proprio il caso di dirlo.

Sesso e peti di fine estate

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Questa volta, tra le altre, le storie di un cinese che voleva fare l’amore con una panchina e quella di un ragazzo che, in una “gara di peti”, rischiava di incendiare casa con le proprie flatulenze…

L’AMORE IN PANCHINA
No, questa settimana non vogliamo affrontare il tema dei calciatori che amano stare in panchina. Semmai vogliamo raccontarvi la storia, surreale, di un uomo cinese che è rimasto incastrato con il pene in una panchina. Polizia e personale medico sono stati chiamati nel parco Lan Tian di Hong Kong per liberare un uomo, così si legge su tutti i giornali, “che era rimasto incastrato col pene in una panchina mentre provava a masturbarsi”. Le Xing, 41 anni, decritto dalla polizia come “solitario e disturbato”, si era recato di notte al parco. Preso da un’insana passione – spiegano dal commissariato locale – “ha infilato il membro in un buco della panchina. Ma una volta in preda all’eccitazione è rimasto incastrato”. Quando i soccorritori sono giunti sul posto hanno perfino cercato di prelevargli del sangue per ridurre i bollenti spiriti, ma inutilmente. Fino a quando non hanno preso la decisione: portare in ospedale (ma perché non da un fabbro, dico io?) l’uomo e la panchina, “stretti in un tragicomico abbraccio”. La “strana coppia” è stata separata solo dopo ben quattro ore. Non è la prima volta che uomini cinesi (anche attempati) vengono colti da strani raptus di follia: pochi mesi fa un ragazzo è stato sorpreso mentre tentava un disperato approccio con una bicicletta, mentre alcuni anni fa un altro è stato ricoverato dopo aver provato a fare l’amore con il tubo di scappamento di un’automobile.

LADRO RUBA ORECCHINO FALSO E TRE POST IT
La nostra rubrica del “Follini ma vero” ospita spesso e volentieri storie di ladri inesperti e malcapitati. Sono le storie che spesso più ci fanno ridere, ma anche riflettere: molti, infatti, si improvvisano criminali perché disoccupati o perché il lavoro permette non loro di andare avanti mese dopo mese. È il caso di un uomo americano che nel Nebraska, alcuni giorni fa, ha malmenato un ragazzo ventunenne fuori da un motel sull’autostrada principale del paese, rubandogli un pacchetto di sigarette, un orecchino con un diamante finto incastonato e ben tre post-it, i famosi fogliettini gialli che si usano a casa e in ufficio. Secondo la testimonianza fornita dagli inquirenti, l’uomo si sarebbe avvicinato al ragazzo urlandogli “Tu hai ciò che mi serve” e spintonandolo più volte. Chissà, forse era un collezionista di post-it.

L’ISPETTORE DEL PORNO
Cosa non si fa per poter vedere gratuitamente un filmino erotico. Certo, ormai chi vuole guardare un programma vietato ai minori può rivolgersi a internet (che permette di mantenere l’assoluto anonimato). Ma non tutti hanno la competenza per scaricare un film e non tutti, soprattutto, hanno una carta di credito. Meglio, allora, la cara e vecchia videoteca. Ma anche lì ci sono tanti problemi: spesso conosciamo il commesso, che è un ragazzo del quartiere… e così anche questo metodo risulta poco fattibile. Allora non ci resta che comportarci come uno strano soggetto che a Longmont, in Colorado, si è presentato in alcune videoteche tirando fuori un buffo distintivo e qualificandosi come “ispettore del porno”. “Sono dell’unità che verifica l’età degli attori – ha detto agli increduli commessi – e per favore vi chiedo di darmi in prestito alcuni dvd perché devo verificare se, all’interno, hanno recitato uomini o donne minorenni. Ovviamente nessun cassiere c’è cascato; anzi, il responsabile di un negozio ha dato alla polizia (quella vera) la registrazione video dell’episodio. Le indagini sono in corso.

GARA DI PETI FINITA IN OSPEDALE
Mai scherzare con il fuoco. Quante volte ve l’avranno detto i vostri genitori? E apparentemente non bisognerebbe scherzare nemmeno con le proprie flatulenze. Molti di voi sapranno che il “gas intestinale” è altamente infiammabile, e spesso e volentieri in rete si trovano persone che, mettendo un accendino sotto il proprio sedere, provano a “lasciarsi andare” e si divertono a vedere la fiammata che viene prodotta (e che, solitamente dura pochi secondi). Nel video che vi mostriamo, ad esempio, un ragazzo riesce facilmente ad accendere una candela (un vero prodigio!). Non sempre, però, le cose vanno per il verso giusto: a Tipton, in Inghilterra, un ragazzo di 12 anni è stato infatti ricoverato in ospedale con ustioni sul 18 per cento della superficie posteriore di gambe e pollice. Il tutto perché, in una gara di peti col cugino, aveva provato a incendiare le proprie flatulenze. Purtroppo, però, non aveva fatto i conti con una tanica di benzina (che forse perdeva liquido) che si trovava a poca distanza: la stessa tanica che il padre utilizzava per riempire la falciatrice del prato e che, ovviamente, ha preso immediatamente fuoco subito dopo il simpatico giochino. Intervenuti prontamente, i vigili del fuoco hanno subto spento il piccolo incendio e accompagnato il ragazzo in ospedale. La prima cosa che ha detto quando è uscito? “Caro cugino, ho vinto di gran lunga io!”.

ECCESSO DI VELOCITÀ PER IL TRENINO DEI BAMBINI
Dopo cotanta violenza e sofferenza concludiamo la rubrica del “Follini ma vero” di questa settimana con una simpatica notizia estiva che arriva da Sestri Levante in provincia di Genova. Qui un trenino per bambini è stato multato per eccesso di velocità. Ovviamente per errore della Polizia stradale. Un autovelox piazzato sull’A14 all’altezza di Ortona, infatti, ha rilevato un automezzo con la stessa targa del trenino che procedeva a oltre 169 chilometri orari. Pronta la multa e anche la decurtazione dei cinque punti per il proprietario del mezzo. Il trenino, però, non supera i 25 chilometri orari, non può percorrere l’autostrada e ovviamente non è mai stato in servizio a Ortona. Le forze dell’ordine indagano su un presunto caso di clonazione di targa.

L’uomo che odia i cinesi

Odia da sempre i cinesi. Per questo un ragazzo romano da 8 anni mangia a sbafo nei loro ristoranti

Mangia nei ristoranti cinesi di tutta Italia senza pagare. Per anni. E viene sempre assolto. La notizia, incredibile, è stata riportata alcuni giorni fa da un’agenzia di stampa. E noi de lo Stivale Bucato non potevamo non occuparcene. Ma andiamo con ordine. L’uomo – che agisce sempre alla stessa maniera – si siede a tavola e ordina antipasto, primo, secondo, contorno, birra, dolce e caffè. Poi, quando arriva il conto, si presenta alla cassa e si rifiuta di pagare. Il motivo? Perché – testuali parole – prova “da sempre un profondo odio per i cittadini cinesi“.

Vittime del “vendicatore”, infatti, sono esclusivamente i ristoratori con gli occhi a mandorla. Colpevoli, a suo avviso, del fatto che nel loro Paese (e anche nel nostro) i lavoratori vengano spesso sfruttati oltre ogni limite umano. Quale modo migliore per vendicarsi, allora, se non quello di andare a mangiare nei loro ristoranti rifiutandosi di pagare? “Ho mangiato a sbafo praticamente in tutti i locali gestiti da cinesi della Capitale, e in molti altri esercizi in Italia”, ha spiegato Alex. “Il mio comportamento rappresenta una forma di protesta contro lo sfruttamento del lavoro, spesso anche minorile, operato dai padroncini cinesi a Roma” come in Cina.

Sono circa otto anni che Alex, 33 anni, mangia nei ristoranti cinesi e non paga. Un atteggiamento che inevitabilmente si conclude con la chiamata delle forze dell’ordine da parte del titolare del ristorante. L’uomo però, invece che tentare la fuga, spesso finisce anche di bere il caffè, in attesa dell’arrivo della polizia o dei carabinieri. Perché? È presto detto: una volta verificato il mancato pagamento, gli agenti lo accompagnano in commissariato per redigere la querela per insolvenza fraudolenta sporta dal ristoratore. L’accusa, però, non prevede né l’arresto né il fermo… e quindi nessuna applicazione di misure cautelari! Tra l’altro fino ad ora i processi penali in corso, tutti per insolvenza fraudolenta, sono stati o azzerati dalle legge sull’indulto oppure sono caduti in prescrizione.

Ma chi è esattamente Alex? Andando a indagare si scopre che la sua storia è davvero singolare. È il figlio di un ricco industriale tedesco e di una donna italiana che vivono tra la Germania e l’isola di Ischia; lui, invece, da tempo risiede da solo a Roma. All’inizio il padre saldava “pazientemente” i conti che il figlio non pagava; alla fine però, stanco del suo atteggiamento nei confronti dei cittadini cinesi, ha deciso di non pagare più. E così ha assunto al figlio un avvocato penalista a tempo pieno e ha deciso di pagargli “solamente” i conti degli alberghi nei quali dorme nel centro storico della Capitale (hai detto niente!).

Il ragazzo, tra l’altro, essendo stato diseredato dal padre, non avendo intestato alcun bene e non lavorando, risulta nullatenente: per questo nonostante le denunce non può pagare i conti. La sua azione di solidarietà nei confronti dei poveri lavoratori sfruttati è infatti l’unica sua occupazione a tempo pieno. Alex, qualche settimana fa, si è anche recato direttamente a Pechino per manifestare la propria solidarietà al popolo tibetano perseguitato dal governo cinese, ma al momento – evidentemente – senza ottenere molti effetti positivi.

Una raccomandazione: ora che sapete – se, come noi, non lo sapevate – che non pagare il conto al ristorante non comporta una pena eccessivamente grave… mi raccomando non andate a mangiare a sbafo nei ristoranti della vostra città dicendo che ve l’hanno consigliato i giornalisti de lo Stivale Bucato!

Porno-bus, porno-iPod

→ Daniele Semeraro per lo Stivale Bucato

Lo Stivale Bucato ha scoperto il motivo degli ingenti investimenti militari russi. E vi racconta anche cosa è successo alla stazione di Brescia la notte di Capodanno

IL CAPODANNO QUANDO ARRIVA ARRIVA
I treni italiani, si sa, sono spesso in ritardo. Sarà forse per questo motivo che il macchinista del treno regionale in servizio tra Cremona e Brescia, arrivato la sera di Capodanno al capolinea di Brescia alle 20.52, ha pensato bene di non effettuare fermata e dirigersi velocemente al deposito, per poi spegnere luci e riscaldamenti e correre di corsa al veglione dove lo aspettavano gli amici. “Arrivato a destinazione – racconta uno dei malcapitati passeggeri – il treno si è fermato per qualche istante ma le porte non si sono aperte. Poi è ripartito e si è fermato nella zona deputata alla sosta notturna. Il macchinista ha chiuso il treno e, dimenticandosi dei viaggiatori a bordo, se n’è andato a festeggiare il Capodanno”. Dall’interno i passeggeri hanno tentato inutilmente di aprire le porte, mentre la rabbia e la paura di dover festeggiare il capodanno su un treno al freddo e al gelo crescevano a dismisura. La vicenda si è poi conclusa grazie all’intervento dei Carabinieri, che hanno avvisato l’ufficio movimentazione delle Ferrovie di Cremona. Ai passeggeri sono stati rimborsati biglietto e cotechino.

PUTIN: “IL SISTEMA GPS PUÒ CONTROLLARE IL MIO CANE?”
Il presidente russo Vladimir Putin, “Man of the Year 2007”, è sempre stato attento all’avanzamento delle tecnologie militari e ha sempre investito molto denaro nella messa a punto di sistemi di posizionamento via satellite (come il Gps, appunto) sempre più efficaci. Strascichi di guerra fredda? Primato militare nei confronti dell’Europa occidentale e degli Stati Uniti? Niente di tutto questo: in realtà Putin ha investito miliardi nel sistema di posizionamento “Glonass” per… non perdere di vista il proprio labrador nero, Koni. Alcuni giornalisti dell’agenzia Itar-Tass, infatti, hanno riferito di aver sentito chiaramente il presidente chiedere al primo ministro Sergei Ivanov dove potesse trovare un apparecchio da fornire al suo cane, in modo che questo non possa scappare troppo lontano. Senza scomporsi troppo, il primo ministro ha spiegato a Putin che già dalla metà del 2008 saranno disponibili apparecchi per monitorare cani e gatti a prezzi non troppo elevati.

IL PORNO-IPOD
Ogni regalo ricevuto da Babbo Natale porta con sé tante sorprese. Una sorpresa un po’ più grande, però, è capitata a una bambina di dieci anni, che ha ricevuto in dono un lettore portatile di brani Mp3 e video. Il lettore, purtroppo, era però stato già usato, ed erano stati caricati sopra decine e decine di video pornografici. Il padre, che aveva comprato il regalo, è tornato subito nel negozio dove aveva fatto l’acquisto, e i commessi sono risaliti all’inconveniente, spiegando che probabilmente il lettore era stato restituito e rimesso subito in vendita come nuovo dopo un breve utilizzo. “Spero che mia figlia nella concitazione del momento non abbia visto quelle immagini terribili”, ha spiegato il padre, che ha ovviamente denunciato il negozio.

UNA PISTOLA MOLTO REALISTICA
Bisogna fare attenzione quando si fanno i tatuaggi. Sia dal punto di vista dell’igiene, sia dal punto di vista del disegno scelto, soprattutto quando questo non è nel catalogo del tatuatore. In Texas due ragazzi di ventidue anni avevano deciso di farsi tatuare per Natale a tutti i costi l’immagine di una pistola modello “357 Magnum”. Il tatuatore, però, non aveva l’immagine precisa nel catalogo, e così i due hanno pensato bene di portargliene una vera, in modo che lui la potesse ricalcare con l’ago direttamente sul braccio dei ragazzi. I due, però, non si sono ricordati nemmeno di scaricare la pistola prima di utilizzarla come “formina”, e – indovinate un po’? – è partito un colpo che ha ferito il tatuatore e uno dei due. Fortunatamente, il primo se l’è cavata con una ferita alla mano, mentre l’altro è stato colpito di striscio al braccio. Ora avrà un bel tatuaggio… fatto con i punti di sutura, però!

UN ANZIANO POCO SIMPATICO
Chi l’ha detto che quelli che sembrano antipatici non si rivelino, un giorno, molto simpatici? Per oltre sette anni Melina Salazar, cameriera in un bar statunitense, ha servito caffè e cibo a un anziano signore che, ogni volta che entrava nel locale, la trattava male e non la degnava mai di un sorriso. Lei cercava sempre di essere gentile, di proporgli i piatti migliori, ma per sette lunghi anni non ha mai ricevuto in cambio una gentilezza. Probabilmente, invece, l’anziano signore apprezzava (eccome!), considerato che, alla sua morte, ha lasciato in eredità alla cameriera tutti i suoi averi, pari a oltre 50mila dollari. “Non riesco ancora a crederci – ha ammesso la ragazza intervistata da una Tv locale – e io che l’avevo sempre considerato un meschino”.

Un sito che vi ricongiunge ai vostri guanti perduti

D@di per Downloadblog.it

No, non è uno scherzo. Una studentessa universitaria texana che sta studiando Belle arti ha lanciato un sito internet che aiuta chi perde un guanto a ritrovarlo.

Il sito, che si chiama Onecoldhand.com (”una mano fredda” – geniale), raccoglie le fotografie dei guanti perduti, insieme a tutte le altre informazioni disponibili (data e luogo del ritrovamento, segni particolari e così via).

Gli utenti che, invece, hanno perso un guanto possono aprire una segnalazione e sperare nella benevolenza delle persone.

Al momento il servizio è attivo a Pittsburgh, ma molto presto verrà esteso ad altre città, in primis New York.