Berlino e Dresda a -10°

A una settimana dal viaggio a Berlino e Dresda pubblichiamo una galleria fotografica insieme a qualche riflessione. Non bastano cinque giorni per visitare Berlino: si tratta di una città che va vissuta, va assaporata, va percorsa in lungo e in largo (cosa che durante il viaggio è stata molto difficile, considerati i 30 centimetri di neve caduti incessantemente per tutta la settimana).

Una città modernissima, che sta rinascendo dalle ceneri di due città, la Berlino Est e la Berlino Ovest di cui si è tanto parlato nei mesi scorsi, completamente diverse tra loro.

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Vacanze Pasqua, spesa media scende del 25 per cento. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Saranno quasi otto milioni e mezzo gli italiani che dormiranno almeno una notte fuori casa durante le vacanze di Pasqua. La stima è di Federalberghi, secondo cui a partire sarà quasi il 18 per cento della popolazione. Un dato decisamente superiore a quello dello scorso anno ma quest’anno un turista su quattro andrà ad alloggiare a casa di amici o parenti. Diminuirà anche la spesa media: lo scorso anno era di 387 euro, nel 2009 si attesterà attorno ai 291 euro.

Una mia foto sulla guida di Dublino

Una foto che ho scattato durante il mio recente viaggio a Dublino (in particolare al porto di Howth) è stata scelta tra le “papabili” per comparire sulla nuova guida Schmap di Dublino.

Solo due anni fa scrissi un contributo per la guida dell’Irlanda Lonely Planet. Si vede che l’Irlanda mi porta fortuna!

Davvero potrebbe nuovamente spuntare Italia.it?

Sicuramente lo ricordate, perché ne avevamo parlato ampiamente all’inizio dell’anno. Ebbene Italia.it, uno dei simboli degli sprechi ministeriali, potrebbe rinascere dalle ceneri, con un nuovo progetto affidato nientedimeno che a Michela Vittoria Brambilla. La chiusura definitiva del portale era stata decisa il 22 gennaio attraverso un comunicato del capo dipartimento per l’Innovazione tecnologica, secondo cui era meglio chiudere, perché – d’accordo l’ex-ministro per i Beni Culturali con delega al Turismo Francesco Rutelli – “il portale non era più funzionale“.

Secondo quanto riporta un comunicato Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario dalla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo, avrebbe riferito di aver “assunto la gestione del portale Italia.it”. “Non ve ne posso parlare ora – ha spiegato la Brambilla nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi – la storia è complessa e ho bisogno di un po’ di tempo. Ma ho istituito un comitato per le nuove tecnologie anche per dare una risposta a questi problemi”. A nostro modesto avviso non serve un “comitato per le nuove tecnologie” per capire che negli scorsi anni sono stati spesi sette milioni di euro per ottenere poi un portale poco funzionale, poco accessibile e alquanto imbarazzante.

Tra l’altro la Brambilla avrebbe anche spiegato: “Prima di chiedere altri soldi, come ho imparato dalla mia esperienza imprenditoriale, voglio spendere quelli che ci sono. Spendiamo quelli che abbiamo bene, e poi vedremo se ne servono altri”. Secondo indiscrezioni per il progetto sarebbero stati stanziati, dai precedenti governi, circa 45 milioni di euro.

Insomma continuano le polemiche per un vero e proprio scandalo all’italiana. Il portale era stato molto criticato dalla comunità blogger per una struttura vulnerabile, troppo pesante, poco intuitiva e poco compatibile con molti standard di accessibilità del Web. Il 25 ottobre scorso il portale aveva smesso di funzionare: Francesco Rutelli aveva spiegato che “Italia.it” non era salvabile, spiegando di aver cercato di fare di tutto per evitare di staccare la spina, nonostante una dote finanziaria di molto superiore agli effettivi bisogni. Staremo a vedere; come sempre, appena avremo notizie, ve le riporteremo.

Audioguide gratuite dei Monti Sibillini da scaricare per lettori mp3, cellulari e navigatori Gps

→ D@di per Downloadblog.it

Visto che l’estate è ormai pienamente arrivata da diversi giorni su tutto lo Stivale, vorrei parlarvi di un’interessante iniziativa intrapresa da qualche giorno nelle Marche chiamata “Audioguide e videoguide gratis per visitare i Monti Sibillini”. Si tratta di un’iniziativa promossa dai comuni di Comunanza, Montalto Marche, Montefalcone Appennino, Santa Vittoria in Matenano e Smerillo (in collaborazione con l’Associazione Culturale Freeaudioguide) che prevede la distribuzione gratuita di audioguide della zona da scaricare gratuitamente dal sito ufficiale.

Le guide, disponibili senza alcuna iscrizione, sono compatibili con cellulari, lettori mp3, lettori cd e palmari. Inoltre, sono disponibili anche file per navigatori satellitari Garmin, grazie ai quali una volta arrivati a un punto d’interesse partirà automaticamente la descrizione dello stesso.

Le audioguide coprono tutta una serie di informazioni pratico-turistiche, dalla descrizione delle città della zona (compreso il loro background storico) alle indicazioni su come arrivare fino ai consigli per le visite a monumenti, chiese e musei. Si tratta, tra l’altro, di un modo pratico ed economico (pratico perché basta un lettore mp3, economico perché si evita di acquistare costosi libri) per informarsi al meglio se si decide di passare qualche giorno di vacanza in quelle belle zone.

Il progetto gode del patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ascoli Piceno ed è stato realizzato in rete tra i comuni grazie alla legge Regionale 75/97.

Italia.it, cronaca di una morte annunciata

“A ottobre il ministro per i Beni Culturali con delega al Turismo Francesco Rutelli disse che il portale non era più funzionale. Noi di conseguenza abbiamo deciso di procedere ad un momento di ripensamento. Il contratto che era stato siglato con una società di cui l’Ibm era la capofila, era valido fino al 31 dicembre. Dal 1 gennaio abbiamo attivato le procedure di chiusura. Ora si dovrà decidere come procedere”.

È affidata a questo scarno comunicato del capo dipartimento per l’Innovazione tecnologica, Ciro Esposito, la voce ufficiale del Governo, che dopo alcuni giorni in cui si rincorrevano voci contrarie, ha ufficializzato che il portale Italia.it, presentato l’anno scorso in pompa magna dal vicepresidente del Consiglio Rutelli e che doveva essere la vetrina turistica del nostro paese nel mondo, è stato chiuso. Un comunicato che arriva dopo i tentativi di numerosi giornalisti e blogger di capirne di più. Noi stessi abbiamo contattato il ministero dei Beni e delle Attività Culturali, la presidenza del Consiglio nonché il ministero per le Riforme e le Innovazioni nella P.A., ricevendo risposte discordanti.

Secondo le ultime indiscrezioni, dei 45 milioni di euro stanziati per il funzionamento del portale, ne sono stati spesi circa 7 per la costruzione e la gestione. E ora? Che ne sarà dei soldi dei cittadini? “Ci sono tutte le risorse per riprendere il lavoro – ha spiegato ancora Esposito – ma bisognerà decidere con quali attori, se indire un nuovo bando di gara o no e individuare il nuovo gestore”. Staremo a vedere. Intanto continuano le polemiche su siti e blog, che parlano di vero e proprio ennesimo “scandalo all’italiana”. Il portale, lo ricordate sicuramente, non ha mai goduto di grande fama all’interno della comunità internettiana: già dai primi giorni fu molto criticato, in particolare per una struttura vulnerabile, non compatibile con molti standard di accessibilità del Web, troppo pesante e poco intuitiva.

Il 25 ottobre l’ultimo passo prima della chiusura, quando Francesco Rutelli aveva spiegato che “Italia.it non è salvabile”, spiegando di aver cercato di fare di tutto per evitare di staccare la spina, nonostante una dote finanziaria di molto superiore agli effettivi bisogni. In effetti neanche l’interesse degli utenti aveva mai premiato il portale, che nel maggio dell’anno scorso era ancora oltre il duemilacinquecentesimo posto nella classifica del Web italiano, e oltre il 579.000° posto in quella degli Stati Uniti. Attualmente il portale, irraggiungibile, è ancora disponibile nella cache di Google, ed esce tra i primi risultati se con Google cerchiamo “Italia”, “Italia turismo”, “Turismo”, “Italia.it” e così via.

Trojan per migliaia di siti turistici italiani

La notizia ha fatto in poche ore, durante la notte, il giro dei siti e blog specializzati. Stando alle informazioni provenienti dall’azienda giapponese Trend Micro, più di diecimila siti di viaggi (di cui l’ottanta per cento italiani) sono stati contagiati da un trojan, chiamato “The Italian Job”, che ruba dati riservati e li invia a un server di Chicago. I siti maggiormente contagiati sarebbero quelli ospitati sui server di Aruba.

Secondo il portavoce della società, David Perry, questo attacco informatico sarebbe uno dei più grandi e pericolosi mai verificatisi. La Polizia postale fino ad ora non ha però confermato la notizia.

La maggior parte dei siti contagiati sono, lo dicevamo, registrati nel dominio .it, come ad esempio www.adriahotel.it e www.bestoftuscany.it. Il trojan, secondo le prime indiscrezioni, partirebbe da un tag maligno di tipo “iframe” (identificato come “Trojan.Mpkit!html”) inserito nelle pagine e registrerebbe i dati personali dei visitatori, compresi quelli delle carte di credito utilizzate per pagare i soggiorni turistici, e li invierebbe in un server dall’altra parte del Pianeta.

Quando il visitatore accede alla pagina web contenente l’iframe malevolo, il suo Ip e la sua nazione di provenienza vengono loggati a scopo di statistica e quindi viene scaricato un Trojan.Downloader che si inietta in “svchost.exe” e scarica ulteriore codice malevolo.

Attenzione, però: è vulnerabile soprattutto l’utente Windows che naviga in internet con browser obsoleti, e purtroppo – anche se potrebbe sembrare strano – le statistiche dicono che sono ancora in moltissimi. Il consiglio, quindi, è di aggiornare i propri browser, il proprio software antivirus e scaricare la versione più recente dei software che potrebbero essere vulnerabili, tra i quali sicuramente ci sono Quicktime e Winzip.

Castel del Monte, che fatica arrivarci

da REPUBBLICA BARI – pag. X

Strade al buio e pochi bus navetta: i turisti costretti a sudare”
Il sindaco Zaccaro “È responsabile anche la Provincia”
Benedetto Miscioscia di Fi accusa d´inerzia il Comune di Andria
L´impegno: “Il centro di accoglienza verrà potenziato”

di DANIELE SEMERARO

Bus invisibili, illuminazione insufficiente, centri di accoglienza per i turisti inadeguati. La gestione del sito di Castel del Monte, uno dei simboli della Puglia in Italia e nel mondo, è sotto accusa. Benedetto Miscioscia, consigliere comunale di Forza Italia, ha inviato al sindaco di Andria, Zaccaro, un´interpellanza urgente «per conoscere – spiega – quali iniziative politiche intenda adottare per dare impulso all´attività turistica della città».

«Non c´è mai stato da parte dell´amministrazione comunale di Andria – accusa il consigliere – un serio progetto che potesse contemplare dei servizi in grado di convogliare i trecentomila turisti che ogni anno visitano il Castello anche alla città di Andria». Una città, spiega, che offre molto per i turisti, come il centro storico e alcune chiese bellissime che meriterebbero di essere apprezzate e visitate. «Manca – continua – una sinergia vera tra i vari assessorati (al Turismo, alle Attività produttive, ai Beni culturali) e pertanto chiediamo che ci sia un progetto organico che includa una serie d´interventi per valorizzare uno dei siti più importanti dell´Italia meridionale».

Tra le misure più urgenti che si dovrebbero attuare, secondo il j´accuse del consigliere, c´è in primo luogo il potenziamento del sistema dei trasporti: sia i bus navetta (che fanno da spola tra il parcheggio e la collinetta del Castello) che gli autobus di linea garantiscono ogni giorno, racconta Miscioscia, «pochissime corse, e non è raro assistere a situazioni a dir poco imbarazzanti, in cui turisti, stranieri e non, arrivando in treno o in bus in città devono affrontare enormi difficoltà per poter percorrere i 18 chilometri di strada che portano a Castel del Monte».

L´altra accusa riguarda la mancanza di illuminazione: «Non è possibile – spiega – che il tratto finale della diramazione della statale 170 che porta al Castello non debba avere luce. A volte – racconta – c´è gente costretta a lasciare la macchina giù al parcheggio e che la sera preferisce intrattenersi sulla collina anche dopo l´ultima corsa dei bus navetta (ore 20): ebbene, sono costretti a ritornare a piedi per un percorso in discesa di circa 500 metri, pericoloso e senza illuminazione». L´opposizione chiede anche al primo cittadino di istituire un vero e proprio servizio di taxi autorizzato e di incentivare l´apertura di nuove strutture ricettive, e in particolare di alberghi.

Dal canto suo il sindaco Vincenzo Zaccaro ammette che ci sono una serie di situazioni da risanare, ma rimanda al mittente molte delle accuse: «Qualsiasi tipo di azione che vogliamo intraprendere – spiega – è da concertare insieme alla Soprintendenza. Stessa cosa per la strada: non è comunale ma dipende dalla provincia, e per questo il problema dell´illuminazione non è da imputare al Comune. Si tratta certamente – continua – di una struttura particolare, e già dal prossimo anno abbiamo in mente di mettere mano alla strutturazione di un nuovo centro di accoglienza per turisti. Siamo convinti – assicura – che Castel del Monte sia un patrimonio importantissimo per la nostra città e non lesineremo risorse, anche se quelle a disposizione dei comuni sono abbastanza esigue». A proposito del centro di accoglienza, questo, spiega ancora il sindaco, avrà anche la funzione di indirizzare i turisti ad Andria, Trani e Barletta e darà informazioni e indicazioni anche sulle altre bellezze della provincia.

«Il problema – spiega – è che i turisti vanno direttamente a Castel del Monte, e proprio lì ci impegneremo, anche attraverso una serie di iniziative promozionali, a intercettarli per segnalare loro gli altri luoghi». Il sindaco ha anche rassicurato che al più presto, al massimo dall´inizio del prossimo anno, verranno intensificati i trasporti e verranno creati dei centri di ristoro.

Turista spennato: 1000 euro per una birra in un pub di Via Veneto


L’uomo, proveniente da Hong Kong, truffato da un cittadino brasiliano
Il Comune: “In un anno le segnalazioni sono aumentate del 60%”

Turista “spennato” a via Veneto
mille euro per una birra in centro

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Ha bevuto una birra seduto in un pub nei pressi di Via Veneto, a Roma. Niente di strano, se non fosse che il malcapitato, un turista proveniente da Hong Kong, ha pagato un conto molto salato: ben 990 euro.

La denuncia è arrivata qualche giorno fa, e il caso è stato segnalato all’avvocato Sergio Scicchitano, delegato del sindaco di Roma alla tutela dei consumatori. Il turista ha raccontato che a trascinarlo nel locale (il fatto è avvenuto alcuni mesi fa) sarebbe stato un altro turista di nazionalità brasiliana, conosciuto durante una passeggiata a piazza Barberini.

Una volta nel pub, l’uomo ha capito che qualcosa non andava, ma ha comunque bevuto una birra e scambiato quattro chiacchiere con due donne che si trovavano nel locale. Il turista ha consumato la sua birra mentre le due donne chiedevano un bicchiere di champagne ciascuna, consumazione che il cliente, fin dall’inizio, non si è reso disponibile a pagare per loro.

Una volta chiesto il conto, però, l’esercente ha presentato una ricevuta da 990 euro. Il malcapitato, intenzionato in tutti i casi a pagare (“temevo potesse succedermi qualcosa”, ha poi spiegato) ha chiesto uno sconto, accordandosi per 500 euro, che ha pagato con la sua carta di credito. Solo successivamente ha scoperto che, a sua insaputa, gli erano stati addebitati 990 euro a favore di un altro esercizio commerciale, un ristorante della zona.

L’uomo ha spiegato che ha tentato di sporgere denuncia, ma nessuno capiva l’inglese e a quell’ora non c’erano interpreti disponibili per accogliere la sua segnalazione. Poi, finalmente, solo pochi giorni fa è riuscito a mettersi in contatto con il Comune di Roma.

Intanto l’Ufficio comunale per la tutela dei consumatori ha reso noto che, rispetto ad aprile 2005, le segnalazioni nei confronti soprattutto dei ristoratori sono aumentate del 60%.

“Complessivamente le denunce non sono poi tante se consideriamo che milioni di persone decidono ogni anno di visitare la nostra città – ha commentato l’avvocato Scicchitano – ma è un fenomeno a cui bisogna prestare molta attenzione perché il problema di fare rispettare le regole è un’opportunità di sviluppo per la capitale. La parola chiave – continua il delegato del sindaco – è informazione: per i cittadini e per i turisti conoscere i propri diritti e i doveri che hanno gli altri è il primo passo per ottenere la piena soddisfazione”.

(3 maggio 2006)

Effetto codice. Seicentomila visitatori in più al Louvre


Sempre più i turisti che visitano Francia e Inghilterra spinti dalla curiosità
di visitare i luoghi dov’è ambientato il best-seller. E i tour-operator si attrezzano

Boom per i tour del “Codice da Vinci”
al Louvre 10% in più di visitatori

E ora il fenomeno inizia a diffondersi anche nel nostro Paese

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Luoghi apparentemente sconosciuti diventano pellegrinaggio di migliaia di turisti, luoghi molto conosciuti aumentano di centinaia di migliaia di unità i propri visitatori. Accade sempre più in Francia, come in Scozia o in Italia, che i flussi turistici siano influenzati da libri o film.

È il caso, ad esempio, del museo parigino del Louvre, visitato, nel corso del 2005, da oltre sette milioni e trecentomila persone: un aumento di seicentomila visitatori in un solo anno (nel 2004 erano stati sei milioni e settecentomila). Un record, spiega l’amministratore generale del museo Didier Selles, “di cui è positivamente responsabile, in parte, Dan Brown”, autore del thriller best-seller “Il Codice Da Vinci”. “E il museo – ammette Selles – si aspetta un ulteriore e vertiginoso aumento di visitatori a partire dalla prossima primavera, quando uscirà nelle sale il film ispirato al libro”, girato in un’ala del museo, con Tom Hanks e Audrey Tautou e diretto da Ron Howard

Si attende un successo talmente eclatante che i produttori del film stanno prendendo in considerazione l’idea di proiettare la prima europea del film proprio all’interno del museo parigino. “Per far fronte alla crescita di visitatori – ammette l’amministratore generale – la direzione del Louvre ha aumentato il personale all’ingresso (le file per entrare non sono più lunghe di 15 minuti) e ha aperto nuove sale, portando quelle chiuse dal 25 al 13% del totale”.

I tour del Codice. Il successo straordinario del libro ha indotto moltissimi tour operator (alcuni, addirittura, sono nati appositamente) a creare viaggi organizzati e visite delle città con tappe nei luoghi principali della vicenda. Se ci si reca a Parigi, ad esempio, si potrà alloggiare all’hotel Ritz (dove dorme il protagonista della vicenda), e dopo una visita al Louvre si potrà noleggiare una Smart (tutto secondo copione) e percorrere gli Champs-Élysées, visitare la Gare Saint-Lazare e il Bois de Boulogne, senza dimenticare di fare un giro alla chiesa di Saint-Suplice.

Stessa situazione se ci si reca a Londra (tour guidati a Fleet Street, alla chiesa circolare Temple Church e al King’s College). Fino ad arrivare alla Rosslyn Chapel, una stupenda chiesa gotica a forma di U che si trova in un villaggio di minatori in Scozia. La chiesa, fino a pochi anni fa sconosciuta al grande pubblico, è uno dei luoghi dove il protagonista cerca il Sacro Graal. E così, fiutato l’affare, anche i responsabili della chiesetta si sono attrezzati, e hanno creato un sito internet molto funzionale in cui si può leggere la storia della chiesa, i riferimenti alle vicende del libro, ma anche un negozio virtuale in cui comprare, senza muoversi da casa, i numerosi souvenir, anch’essi ideati appositamente per l’occasione.

E così, da Londra a New York, si moltiplicano i tour, di 3, 7 ore o anche di diversi giorni per seguire le tracce che portano al Sacro Graal. Per un giro guidato di una giornata a Parigi si arrivano a spendere anche 400 euro. Poco più economico quello londinese: 300 euro per due persone. 3000 euro (viaggio incluso) per i viaggiatori d’oltrealtlantico. E si è attrezzato pure il castello di Villette, anch’esso un luogo chiave della storia di Robert Langdon, che propone un pacchetto con pernottamento per sei giorni e cinque notti all’interno del castello, la visita all’ala Denon del Louvre, un pranzo all’hotel Ritz, la visita di Saint-Sulpice, e un pomeriggio di discussione per rileggere insieme i passi più importanti del libro e guardare alcuni documentari. Il tutto per 4300 euro a persona.

Tutti (o quasi) contenti, a sentirli, i turisti. “È stato incredibile – ammette Luisa di Bergamo in trasferta nella capitale francese -. Sono finalmente riuscita a vedere dal vivo tutte le opere citate nel libro, e ho anche cercato di percorrere i luoghi dove è iniziata la vicenda”. Dello stesso parere anche Bill, dal Minnesota, in fila per entrare al Louvre: “Ho visitato Parigi almeno sei volte e la conosco molto bene. Ma ammetto che non sarei mai tornato qui al museo se non avessi letto il libro”.

Ma non tutti sono felici di questa moda, soprattutto i francesi, che spesso si vedono “depauperati” della propria tradizione storica. “È per questo che siete venuti a visitare la Francia? Solo per seguire i luoghi riportati in un libro di fantasia?” continuano a ripetere molti intellettuali d’oltralpe. E c’è anche chi, come il parroco della chiesa di Saint-Sulpice, “combatte” tutti i giorni contro l'”assalto” dei turisti: “Vengono qui a chiedermi dov’è avvenuto l’assassinio, e io continuo a dire a tutti che qui non è avvenuto alcun fatto di sangue. E poi quello che c’è scritto nel libro è tutto sbagliato, la descrizione dell’architettura, delle opere d’arte, dei documenti e dei rituali segreti che sono custoditi qui… qui non c’è proprio alcun segreto!”.

I tour anche in Italia. Una “moda” che si sta diffondendo anche tra i visitatori del nostro Paese. A Roma, ad esempio, è ambientato “Angeli e Demoni”, altro fortunato libro di Dan Brown, la cui vicenda si svolge tra il Vaticano e numerose chiese della Capitale. Ebbene, già dopo pochi mesi dalla pubblicazione del libro sono fiorite diverse società, tra cui la “Tour ufficiale di Angeli e Demoni”, che promette di far visitare la chiesa di Santa Maria del Popolo, piazza San Pietro, il Pantheon, Piazza della Minerva, Castel Sant’Angelo e il Passetto di Borgo: 4 ore per 49 euro a persona. Ma c’è anche la possibilità di soggiornare all’Hotel Bernini, altro luogo simbolo della vicenda. Il tour è disponibile – e immaginiamo che avrà molto successo – anche per le gite scolastiche: 35 euro a persona.

E sulla scia dei boom letterari, anche i film ora creano nuovi “luoghi turistici”: è successo, ad esempio, ad Agliè Canavese, in provincia di Torino. Nel Castello Ducale, fino a pochi anni fa sconosciuto, è stata girata la fiction “Elisa di Rivombrosa”, e da diversi mesi ormai si registra un aumento vertiginoso di visite: sono passati da 100 (prima della popolarità) a quasi mille i biglietti staccati ogni giorno. “Quando i visitatori capiscono che il castello e il comune di Rivombrosa non esistono – spiega Cinzia Michelizza, una delle guide – ci rimangono decisamente male. Per la maggior parte delle persone che si sono appassionate alla storia d’amore risulta difficile pensare che questa sia stata solo il frutto della fantasia di un autore”.

(5 gennaio 2006)

(Nelle foto: L’entrata del museo del Louvre, a Parigi; La Rosslyn Chapel, in Scozia; Il Castello Ducale di Agliè Canavese (TO), dov’è stato girato “Elisa di Rivombrosa”)

»GALLERIA DI FOTO: I LUOGHI DEL “CODICE DA VINCI”

"Scegliamo le nuove Sette Meraviglie". Via al sondaggio tra i siti architettonici più belli del mondo


Una società collegata all’Unesco ha lanciato un sondaggio per eleggere – come nell’antichità – i siti architettonici che rappreseno l’umanità. I risultati il prossimo anno

“Scegliamo le nuove 7 Meraviglie”
Le costruzioni più belle del mondo

di DANIELE SEMERARO

ROMA – E se il Colosseo, dal prossimo anno, entrasse a far parte delle sette (nuove) meraviglie del mondo? Potrebbe accadere realmente. Una fondazione svizzera ha aperto un sondaggio, che sarà effettuato per telefono durante tutto il 2006, per scegliere le sette costruzioni architettoniche più belle del pianeta da un paniere di 21 luoghi celebri a livello mondiale.

E così, dal prossimo anno, le piramidi di Cheope, il colosso di Rodi o i giardini pensili di Babilionia potrebbero essere sostituiti dall’antica città giordana di Petra o da Stonehenge o dalla grande muraglia cinese. I luoghi-vincitori saranno annunciati il primo gennaio 2007.

La lista da cui scegliere include anche un cospicuo numero di candidati “moderni”, come la Torre Eiffel, la Statua della Libertà o la Sydney Opera House. A queste si aggiungono anche l’Acropoli di Atene, l’Alhambra in Spagna, il palazzo Angkor in Cambogia, la piramide Chichen Itza in Messico, il tempio di Kyomizu a Kyoto, il Cremlino, le piramidi di Giza, l’indiano Taj Mahal e il Timbuktu, nel Mali. Ancora, il peruviano Machu Picchu, Hagia Sophia a Istanbul, il castello Neuschwanstein di Füssen (Germania), la statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro e le statue dell’Isola di Pasqua, in Cile. Per entrare a far parte della nuova lista, le “meraviglie” dovevano essere state tutte costruite dall’uomo e il loro stato di conservazione doveva essere almeno accettabile.

La classifica, ha dichiarato la New Seven Wonders Foundation, che tra i suoi membri include anche l’Unesco, serve a lanciare un grido d’allarme sulla distruzione dell’eredità culturale mondiale.

Le sette meraviglie del mondo, vestigia che i greci e i romani consideravano come le realizzazioni architetturali perfette dell’antichità, sono state selezionate, oltre 2000 anni fa, dal filosofo greco Filone di Bisanzio. Sei di loro (la statua di Zeus ad Olimpia, in Grecia; il tempio di Artémis ad Efeso e il mausoleo di Alicarnasso, in Turchia; i giardini pensili di Semiramide a Babilonia, nell’attuale Iraq; il colosso di Rodi, in Grecia e il faro di Alessandria d’Egitto) sono state distrutte da incendi, devastazioni e terremoti. Solo la Grande Piramide di Cheope, costruita nel 2590 a.C., è ancora intatta.

(2 gennaio 2006)

(Nella foto: Il Taj Mahal, emblema turistico dell’India)