Michael, l’astronauta italo-americano che “twitta” dallo spazio. Il mio servizio per Sky Tg24

 

Si avvia verso la conclusione la missione nello spazio dello Shuttle che sta riparando il telescopio Hubble. Quella di sabato è l’ultima passeggiata spaziale. Uno degli astronauti, l’italo-americano Michael Massimino, è diventato famoso raccontando in tempo reale le proprie emozioni utilizzando internet.

Le migliori figure di “cacca” su Twitter

→ Daniele Semeraro per lo Stivalo Bucato

Il popolare social network spopola. E decine di persone continuano a perdere il lavoro

 

Esiste da anni, ma solo negli ultimi mesi Twitter si sta affermando come uno dei più popolari social network, utilizzati ogni giorno da milioni di persone. Come funziona? Niente di più semplice: su Twitter si scrive – ogni volta che si vuole – cosa si pensa in un determinato momento o cosa si sta facendo, utilizzando esclusivamente 140 caratteri, un po’ come un sms.

Alcuni utilizzi comuni? Si può scrivere ad esempio “Sto andando al cinema a vedere XYZ”, oppure “Bello questo nuovo software per il Mac”, ma anche “Berlusconi ne ha combinata un’altra delle sue” o ancora “Sto andando al cesso”. Insomma: può venire utilizzato per commentare qualsiasi ambito della vita (un po’ come il servizio “Che stai facendo?” di Facebook). Anche lo Stivale Bucato ha un account Twitter molto apprezzato, che vanta già quasi 700 “amici”.
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Twellow, un ottimo strumento per cercare utenti Twitter

→ D@di per Downloadblog.it

Twellow è, per dirla con una frase fatta, il motore di ricerca per Twitter che Twitter si è dimenticato di costruire. Il servizio di cui andiamo a parlare oggi, infatti, permette di effettuare ricerche tra gli utenti Twitter. In che modo? È presto detto.

Twellow, negli ultimi tempi, ha indicizzato più di 300mila utenti Twitter e li ha classificati secondo diverse categorie e sottocategorie (marketing, programmazione, design, etc). Ovviamente, oltre alla ricerca per categorie, è possibile fare ricerche anche per termini chiave, per nome, per nick, e così via. I risultati sono ordinati in base al numero di “followers”, ma è possibile anche ordinare la lista in base al numero di aggiornamenti recenti.

Inserendo il mio nome e cognome mi sono trovato subito nel database, e il sistema c’ha quasi azzeccato, inserendomi in automatico in tre categorie: news (giusto), televisione (giusto), entertainment (vabbè… ci si può stare!); tuttavia, se non siete stati ancora inseriti in automatico potete farlo andando direttamente qui. Non male come idea: se ci fosse un’integrazione con i servizi di posta elettronica o di messaggistica immediata (per importare e fare una ricerca tra i contatti conosciuti) sarebbe ancora meglio!

Perché così tanti malfunzionamenti su Twitter?

→ D@di per Downloadblog.it

Negli ultimi tempi il popolare social network Twitter ha subito numerosi stop e rallentamenti al servizio. Stop che hanno allarmato la “twittersfera”, che si è ritrovata spesso a non poter utilizzare proprio social network preferito senza che alcuna spiegazione fosse data dai vertici dell’azienda.

Rallentamenti e downtime che hanno fatto parlare molto numerosi blogger, convinti che il team di tecnici dietro Twitter sia scadente. In un post sul corporate blog ufficiale, i tecnici di Twitter spiegano come il sito sia cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi mesi, e per far sì che non si blocchi ci sarebbero (addirittura!) da “riscrivere significative porzioni di codice”.

“Twitter – si legge – è un sistema di messaggistica, ma fondamentalmente non è stato progettato per essere un sistema di messaggistica. Al contrario, è stato costruito con tecnologie più adatte a un content management system. Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo cercato di far comportare Twitter come un sistema di messaggistica, ma questo ha introdotto una gran quantità di problemi complessi e imprevedibili”.

Una soluzione, si legge, sarebbe quella di sostituire tutto il sistema attuale componente dopo componente, riscrivendo da zero parti di codice per venire incontro alle esigenze attuali degli utenti: prima tra queste, la stabilità. “Per questo – continua – il nostro sistema attuale sarà ristrutturato mentre vengono costruite nuove parti, e le nuove parti sostituiranno gradualmente quelle vecchie”.

L’altra alternativa, invece, sarebbe quella di buttare tutto all’aria e di riscrivere tutto da zero. Il che, spiegano, ha dei costi (in termini di risorse umane ed economiche) non sostenibili al momento.

FoodFeed: di’ al mondo cosa mangi

→ D@di per Downloadblog.it

“Theuer” ha mangiato cornflakes, “Fabian” la pizza mentre “zillionzilchzen” ha bevuto dieci minuti fa un succo di frutta. Di che stiamo parlando? Di FoodFeed, ovviamente: il nuovo social network stile Twitter che permette di informare i propri amici di quello che si è mangiato e di condividere le proprie abitudini alimentari.

Per aprire un proprio account bisognerà avere già un account di Twitter; poi bisognerà aggiungere l’utente “having” ai propri amici; dopodiché per aggiornare il proprio FoodFeed basterà, da Twitter, scrivere “@having pizza” (per esempio).

Oltre alla ricerca per nick, il servizio offre anche la possibilità di ricercare tutti gli utenti che hanno mangiato ultimamente un cibo particolare. Il servizio è gratuito e in beta, e presto – assicurano i creatori – verranno aggiunte nuove funzioni.

Di certo non si tratta, come molti suoi simili, di un servizio utile: è semplicemente un servizio “divertente” da condividere con gli amici. FoodFeed è stato creato da un ragazzo di vent’anni, Vitor Lourenço, di Rio de Janeiro, Brasile.

8hands, il client perfetto per i social network

→ D@di per Downloadblog.it

Se siete “maniaci” di YouTube, Facebook, MySpace, Flickr, Twitter e così via, allora questo software (per Windows) fa per voi.

Si chiama 8hands ed è un client leggero e funzionale che permette di gestire i social network più famosi direttamente dal desktop e da un’unica interfaccia, senza fare decine di login e aprire centinaia di schede.

Oltre a organizzare e a ottimizzare i propri profili, è anche possibile ricevere notifiche in tempo reale sugli aggiornamenti dei nostri amici. Tra le altre funzioni, molto utili la condivisione di video, foto e altri contenuti con gli amici attraverso un semplice click, e le statistiche e i riepiloghi giornalieri sul proprio utilizzo dei diversi social network.

In futuro dovrebbero arrivare anche un versione Mac e una Linux.

Non scrivere parolacce su Twitter: mamma ti guarda

→ D@di per Geekissimo.com

Siete grandi fan di Twitter, e allo stesso tempo vi capita di dire tante parolacce (in inglese)? Stamattina nella calza avete ricevuto tanto carbone? Bene: smettetela. Di dire parolacce, intendo. Altrimenti i vostri Tweet verranno pubblicati in automatico su Twittertale, la vostra mamma lo scoprirà e saranno guai. Non stiamo (troppo) scherzando: infatti il nuovo servizio Twittertale fa esattamente questo: pubblica nella propria home page tutti gli interventi di Twitter in cui appaiono parolacce, insieme ovviamente al nome dell’utente.

Il sito è interessante anche dal punto di vista sociologico, per studiare magari i perché delle arrabbiature della gente. Ma probabilmente non è nato per questo scopo. Il servizio, tra l’altro, è anche velocissimo, e gli aggiornamenti – provare per credere – avvengono praticamente in tempo reale. Nella parte destra è possibile anche inserire il proprio username di Twitter per vedere se siamo mai stati “segnalati”, mentre nella parte sinistra della pagina compaiono delle interessanti classifiche.

E così, ad esempio, veniamo a sapere che le parolacce più usate all’interno della Twittersfera sono “shit”, “ass”, “fucking”, “bitch” e “balls”. Presente anche una classifica degli utenti più citati: a vincere il primato della scurrilità è Extremo (chissà perché), poi a seguire bumblebunny, irreality, darkgracie e xmasinfrisko.

Il sito fortunatamente prende in oggetto, per la maggior parte, coloro che scrivono in inglese (anche se comunque capita a molti di noi, spesso, di inserire nei discorsi parole e anche parolacce nella lingua della regina Elisabetta). Che ve ne pare? Vi sembra un metodo educativo (mah), una sorta di gogna mediatica o, ancora, un’intrusione nella privacy?

Witty, un buon client Twitter per Windows Vista

D@di per Downloadblog.it

Se siete patiti di Twitter e utilizzate Windows Vista, vi segnalo un client leggerissimo per postare e tenere sotto controllo il vostro account.

Si chiama Witty (il nome rievoca, appunto, sia “Twitter” che “Windows”), è gratuito e ha l’apparenza di un programma di chat.

Tra le funzionalità più utili, un auto-refresh degli status delle persone che seguiamo (bellissimi gli aggiornamenti “in diretta” con la funzione di fade), la possibilità di vedere al volo le risposte che abbiamo avuto, quella di guardare timeline specifiche per ogni utente, ovviamente la possibilità di aggiornare il proprio status e una grande facilità nel leggere e rispondere ai messaggi diretti.

Witty supporta skin multiple e tasti funzione, ed è possibile scaricarlo da qui.

Twitter “bannato” negli Emirati Arabi Uniti

D@di per Geekissimo.com

Twitter? È un fenomeno talmente in ascesa che ormai è entrato a far parte dei siti e dei servizi Web temuti dai governi che limitano la libertà di opinione. Gli Emirati Arabi Uniti, infatti, ne hanno vietato l’accesso ai propri residenti, che da ora in poi non saranno più in grado né di inserire i propri “tweet”, né di vedere quelli degli altri.

Accedendo a Twitter, infatti, si legge un cartello che spiega:

“Ci dispiace, il sito che stai cercando di visitare è stato bloccato a causa dei suoi contenuto, che non sono in linea con i valori religiosi, culturali, politici e morali degli Emirati Arabi Uniti. Se pensi che questo sito non dovrebbe essere bloccato, visita per favore il Feedback Form disponibile sul nostro sito”.

Ovviamente, immagino che i commenti di protesta siano migliaia… ma vengono davvero letti uno per uno? O vanno a finire in una casella di posta fasulla?

Ormai la limitazione d’accesso a determinati siti da parte di alcuni governi – lo dico provocatoriamente – segna il successo del sito stesso, che diventa così un fenomeno planetario. Twitter, questa la motivazione della chiusura negli Emirati Arabi, con la sua libertà di parola e di pensiero è diventato uno strumento tale da poter creare una massa critica.

Tra gli altri servizi che vengono spesso “bannati” al primo posto c’è YouTube (Cina, Thailandia, Marocco, e così via), seguito a poca distanza da MySpace e Facebook.