Inossidabile Tetris: arriva la versione per telefonino

Il videogame per il telefonino si ispira al popolarissimo videogioco
con qualche variante: “cascade” attiva la gravità, “sticky” la selezione per colore

Tetris, un altro “mattoncino”
Arriva la versione per cellulare

di DANIELE SEMERARO

È UNO dei videogiochi più conosciuti al mondo e ha contagiato milioni di videogiocatori, sia grandi che piccoli. Adesso Tetris, il gioco dei mattoncini che cadono, approda sul cellulare. Electronic Arts, leader mondiale del software per l’intrattenimento, ha infatti reso disponibile sul mercato dei giochi per telefonino “Tetris Mania”. Un videogame che si ispira all’originale e che è stato completamente ridisegnato, dedicato “a coloro che possiedono un telefono cellulare e hanno qualche minuto libero”.

Tetris da sempre figura tra i videogiochi più famosi del mondo, ed è secondo solamente a Super Mario Bros. La sua fortuna è dovuta principalmente al fatto che, dal 1989, è stato venduto insieme al Game Boy Nintendo, la più famosa piattaforma di giochi tascabile. Nel corso degli anni è stato imitato e ridisegnato per tutte le principali piattaforme, dal Pc ai palmari, dalle calcolatrici grafiche ai lettori musicali.

Il gioco, basato sul ragionamento, è stato inventato dal russo Alexey Pajitnov nel 1985 mentre lavorava per l’Accademia delle Scienze di Mosca. Il suo nome deriva dal greco “tetra”, che significa quattro: i pezzi utilizzati nel gioco, infatti, rappresentano tutte le possibili strutture di quattro quadrati disposti in modo da avere un lato in comune. Il funzionamento è molto semplice: in un campo di gioco vengono fatti cadere dei “tetramini” (i pezzi del gioco si chiamano così), che bisogna muovere e ruotare prima che tocchino terra, in modo che s’incastrino con quelli già caduti. Scopo del gioco è creare linee orizzontali senza buchi, che si autoeliminano facendo spazio ai pezzi che stanno in alto. Man mano che il tempo passa i tetramini cadono con velocità sempre maggiore. La partita finisce quando non si riesce più a creare linee orizzontali e lo schermo diventa saturo.

Non tutti sanno, però, che Tetris porta con sé numerosi studi, aneddoti e misteri. Il gioco, infatti, è stato coinvolto in un enorme numero di battaglie legali dall’inizio della sua concezione. Nel giugno dell’85 Pajitnov aveva creato Tetris su un sistema chiamato “Electronica 60”. Qualche mese dopo il suo collega Vadim Gerasimov ne fece una versione per computer Ibm: da allora le copie cominciarono a moltiplicarsi tra i videogiocatori appassionati della capitale russa. La versione approdò in poco tempo anche a Budapest, in Ungheria. Lì Tetris fu scoperto da una società inglese, la Andromeda, che iniziò una traduzione verso altri sistemi operativi. Gli inglesi cercarono di contattare Pajitnov per assicurargli i diritti della versione Pc, ma prima di firmare l’accordo avevano già venduto tutto alla Spectrum Holobyte, che la commercializzò nel 1986 negli Stati Uniti. La popolarità del gioco assunse dimensioni epocali, e il software diventò un vero blockbuster.

Tutto questo clamore attirò l’attenzione del governo sovietico e nel 1988 l’Elektronorgtechnica (Elorg), l’agenzia russa che seguiva l’import-export di hardware e software, chiese un risarcimento per la fuoriuscita della licenza dai propri territori. Dopo diverse trattative, però, Henk Rogers, presidente della Bullet-prooof Software, se ne aggiudicò i diritti, che vennero rivenduti, per una cifra che oscilla tra i 5 e i 10 milioni di dollari, alla Nintendo. Un’operazione che vide anche il coinvolgimento del presidente dell’Urss, Mikhail Gorbachev.

Nel corso degli anni numerosi matematici si sono dedicati all’interpretazione del gioco e alla definizione della sua complessità. Erik D. Demanine, Susan Hohenbergere e David-Liben Nowell scrissero addirittura un trattato, Tetris is hard, even to approximate, nel quale dimostrarono che una partita di tetris si conclude quasi certamente con una sconfitta del giocatore (“teoria della misura”).

E così siamo arrivati ai giorni nostri: con la Nintendo Tetris al suo massimo splendore, con oltre tre milioni di copie vendute. Oggi il lancio di una nuova versione sui telefoni cellulari. Tetris Mania porta con sé anche una ventata di novità, con alcune varianti. Tra queste, la modalità “cascade” attiva la gravità, così che qualunque blocco privo di supporti cadrà giù, aiutando i giocatori a fare punteggi a valanga. La modalità “sticky”, invece, consente di attaccare insieme i blocchi dello stesso colore, creando forme innovative.

"Aiutami a vendere". Gioco con la Hilton sbarca sui cellulari

Dopo i dischi, i profumi, gli orologi e i locali arriva anche il videogame
Rompicapi e 64 livelli per un gioco disponibile solo sui cellulari

Alla ricerca delle pietre preziose
Paris Hilton sbarca sul telefonino

di DANIELE SEMERARO

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AVEVA promesso, entro l’inizio dell’estate, di presentare il primo titolo di una serie di videogiochi dedicati alla sua intensa vita. L’attesa, ora, è terminata. Paris Hilton, l’ereditiera di una delle catene di hotel più importanti del pianeta sta per lanciare il suo videogame per cellulare. Si tratta, dopo la linea di profumi, quella di orologi, i libri di memorie, la catena di locali alla moda e il singolo musicale “Stars are blind”, che sta spopolando in tutte le radio, dell’ennesimo prodotto firmato Paris Hilton. E pensare che la bella ereditiera, figlia di Rick e Kathy Hilton, è diventata famosa grazie a un video pornografico amatoriale.

Ma torniamo al gioco. Chi si aspettava un simulatore di parrucchiere o di shopping rimarrà deluso. “Paris Hilton Diamond Quest” è infatti un puzzle game, in cui bisogna risolvere dei rompicapo. Un titolo non troppo impegnativo e particolarmente adatto ad essere giocato sul telefonino (mentre si aspetta l’autobus, in coda alla cassa di un supermercato o in un momento di noia sulla spiaggia, tanto per fare qualche esempio).

Obiettivo del gioco, spiegano gli sviluppatori, sarà aiutare la ricca ereditiera a lanciare una nuova linea di gioielli. Compito del giocatore è quello di supportare la bionda Paris nella ricerca dei gioielli di tendenza, spostandosi con il suo aereo personale tra le più famose capitali del mondo (New York, Parigi, Londra, Cancun) alla ricerca di originali e rare pietre preziose. Il gioco si estende su 64 livelli, e per avanzare sarà necessario superare una serie di prove di abilità e rompicapi di diversa entità, con obiettivi sempre più impegnativi.

La modalità di gioco varierà di volta in volta tra i diversi livelli, ma la regola da seguire è sempre la stessa: allineare, su una tavola, diamanti, zaffiri, rubini e altre pietre preziose. Dopo aver spostato le gemme nella corretta posizione, gli enigmi sveleranno una serie di nomi e di immagini che serviranno al giocatore per completare l’obiettivo e completare, così, la collezione di gioielli. Ogni gemma rimossa dalla griglia, inoltre, potrebbe nascondere un bonus in grado di avanzare più velocemente di livello. Completate le missioni, infine, la Hilton concederà al giocatore simpatici premi.

Imparare ad utilizzare il videogame è davvero molto semplice. La grafica è molto dettagliata e il gioco è corredato anche da una simpatica colonna sonora. Il gioco, inoltre, interagisce anche con il telefono, e lo fa vibrare nei momenti più intensi, come ad esempio quando sta per scadere il tempo.

“Paris Hilton Diamond Quest”, dal costo di circa 5 euro, è prodotto dalla Gameloft, una delle software house più attive del momento. È disponibile sui portali Wap degli operatori di telefonia ed è compatibile con tutti i modelli di cellulare che offrono la possibilità di installare giochi e programmi in Java.

(20 luglio 2006)

(Nella foto: Paris Hilton)

Ecco l'antica Roma: la storia si studia con un videogame

Dal 28 luglio l’esperimento con un gruppo di 30 studenti milanesi che studieranno la vita nell’età imperiale dimenticando i compiti tradizionali

Scuola, la storia dell’antica Roma
si impara giocando al videogame

Addio libri, le lezioni durante l’estate le fa il “professor” mouse

di DANIELE SEMERARO

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ROMA – Lo sapevate che il bagno, nell’antica Roma, si trovava nello stesso ambiente della cucina? Non lo abbiamo letto su un libro di testo, ma lo si può scoprire giocando a “Civ City: Roma”, un videogioco di strategia in tempo reale che spazia dalla nascita dell’antica Roma al suo progressivo sviluppo fino all’impero e che sarà dato come compito estivo ad alcuni studenti di un liceo milanese. La scuola è finita ormai da alcune settimane e di compiti per le vacanze i ragazzi non vogliono proprio sentirne parlare. “Li facciamo tra fine agosto e inizio settembre”, sembra essere la frase ricorrente. Ma se, invece, i compiti a casa potessero diventare più leggeri e accattivanti? È questa la sfida lanciata dalla casa di produzione di videogame Take Two Interactive, che darà la possibilità a un gruppo di trenta studenti dell’Istituto Opere Sociali Don Bosco di Milano di imparare divertendosi.

Il procedimento è molto semplice: dal 28 luglio arriverà sul mercato italiano il nuovo gioco “Civ City: Roma”. I produttori – d’accordo con i docenti dell’istituto – consegneranno le copie del gioco ai ragazzi, che potranno provarlo per tutta l’estate. Al ritorno dalle vacanze, poi, racconteranno con un tema quello che il videogioco ha insegnato loro. L’idea è nata per caso, spiegano gli organizzatori: “Abbiamo fatto vedere il videogame a un docente, che ne è rimasto impressionato perché al suo interno sono presenti delle valenze storiche molto alte”.

La storia inizia sulle sponde del Tevere, con un piccolo insediamento, che il giocatore crea e allarga. Per far progredire la città bisognerà però impegnarsi, ad esempio, a creare l’alfabeto o a realizzare scoperte scientifiche (possono essere sviluppate più di 70 diverse tecnologie), passaggi che sono fondamentali per evolvere e andare avanti nel gioco. “La cosa bella – aggiungono – è che all’interno del software c’è anche la cosiddetta ‘Civipedia’, una specie di enciclopedia che racconta la storia di Roma sotto ogni angolatura. Qualche esempio: si può approfondire il perché Roma faceva la differenza rispetto agli altri stati o in che modo funzionavano l’igiene o gli acquedotti. Tutto è spiegato in ogni minimo dettaglio: basta solo che il giocatore sposti il mouse su una casa, un personaggio della città o un edificio (ce ne sono tantissimi tra cui scegliere, tra cui scuole di gladiatori, anfiteatri, il Circo Massimo, fortini di legionari, depositi di armi) per avere tutte le informazioni storiche”. Il team di sviluppatori ha studiato in modo molto accurato la civiltà romana, sia attraverso i libri sia facendo sopralluoghi sulle rovine della Città eterna. L’obiettivo, infatti, è stato quello di ricreare lo scenario più dettagliato possibile sulla vita dell’antica Roma.

Il gioco è ispirato al Sid Meier’s “Civilization”. Per portare al massimo splendore Roma sarà necessario edificare strutture, assecondare i bisogni dei cittadini (magari, perché no, costruendo locande e non alzando troppo le tasse). Non è tutto, perché si dovranno anche diffondere l’istruzione e le più svariate tecniche (come la pesca, la coltivazione dei campi e l’allevamento) non dimenticando la politica e la religione, ripercorrendo, così, l’espansione della città. Chiaramente, maggiore sarà lo sviluppo del gioco, più numerose saranno le richieste, dalla disposizione di una rete urbana funzionale ed intelligente alla costruzione di luoghi di culto alla necessità di divertire i cittadini.

“Il nostro esperimento – raccontano gli organizzatori – non intende sostituire l’insegnamento tradizionale, ma semplicemente usufruire di un gioco che può insegnare diversi aspetti dell’antica Roma che spesso non si leggono sui libri, utilizzando un ‘mondo naturale’ per un ragazzo, quello dei videogiochi. Alla fine dell’estate, poi, gli studenti scriveranno le proprie riflessioni in un tema-relazione che dovrà prendere in esame anche la profondità e l’accuratezza del videogame, oltre alla sua valenza didattica. La nostra iniziativa non vuole essere una rivoluzione nel campo dell’insegnamento – continuano – ma potremmo andare ad anticipare un futuro non troppo lontano, in cui può darsi che la stessa scuola andrà a richiedere un videogioco per insegnare. È bello poter andare in controtendenza a ciò che si dice di solito per i videogame, che fanno perdere tempo e non sono educativi”. Ai ragazzi che meglio esprimeranno, tramite il tema, il loro pensiero, andranno in regalo computer e altre componenti. La valutazione sarà affidata a un team di professori di storia e di italiano supportati da alcuni esperti di videogiochi.

Tra i più entusiasti c’è proprio uno dei docenti che partecipa all’iniziativa, il prof. Andrea Maino: “Non è la prima volta che mi chiedono di verificare videogiochi per i ragazzi. In particolare, questo mi sembra un gioco che insegni molto, soprattutto perché negli studenti delle scuole medie e superiori c’è una grande curiosità per tutti quelli che sono gli agganci con la storia al di fuori del classico libro di testo. L’utilizzo che se ne può fare è certamente quello di suscitare una curiosità per le materie oggetto di studio. Io – ammette – da piccolo mi appassionavo molto per la lettura dei fumetti di Asterix, che suscitavano in me la curiosità e la voglia di andare ad approfondire. Anche in questo caso il videogame oggi può avere la stessa funzione che ha avuto il fumetto o il libro di lettura diversi anni fa, perché rende meno pesante e più accattivante l’insegnamento”. Attenzione, però, a non calcare troppo la mano, perché si tratta sempre di videogiochi: “Sicuramente un’iniziativa del genere va molto bene, ma quello che c’è sui manuali non potrà mai essere sostituito”.

(6 luglio 2006)

(Nella foto: Un’immagine del Colosseo contenuta nel videogioco)

Febbre videogame. A Monza si sfidano i maghi del joystick

In gara i 600 migliori “cyber atleti” italiani. I vincitori parteciperanno
ai Mondiali di ottobre, che per la prima volta, si svolgono in Italia

Le Olimpiadi dei videogames
i maghi del joystick a Monza

I protagonisti: “Non solo gioco, servono fantasia e intelligenza”

di DANIELE SEMERARO

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ROMA – Sono riuniti a Monza i seicento migliori “cyber-atleti” (così li hanno soprannominati) d’Italia. Proprio in queste ore si stanno per chiudere le finali nazionali dei World Cyber Games, le olimpiadi dei videogiochi. I vincitori dell’edizione italiana in corso nell’insolitasede dell’Autodromo, oltre al trofeo, si contendono anche l’accesso ai mondiali che si terranno, sempre a Monza, all’inizio di ottobre. È la prima volta che un paese europeo ospita la manifestazione.

Le olimpiadi. Sono otto le “discipline” (corrispondenti a otto tra i più famosi titoli in circolazione) in cui si sono sfidati i giocatori provenienti da tutte le regioni d’Italia. “Per questa edizione – rassicurano gli organizzatori, guidati da Luca Spada – è stata coperta tutta la gamma di videogiochi disponibile in commercio, dalle corse in auto alle sessioni di combattimento, dallo sport alla progettazione”. E così c’è “Half-Life: Counter-Strike” (videogame in cui viene simulata la lotta tra terroristi e squadre paramilitari) e il più popolare “Fifa Soccer ’06” (in cui viene simulata, quasi come se la stessimo seguendo in televisione, una partita di calcio). E ancora, c’è “StarCraft: Brood War” (in cui il giocatore deve intraprendere diverse missioni in una guerra spaziale che ha luogo in un futuro prossimo) e il gioco di strategia “Warhammer 40,000: Winter Assault”. Non mancano poi le corse automobilistiche, con i due titoli più in voga del momento: “Need for Speed: Most Wanted” e “Project Gotham Racing 3”. Immancabile, infine, “Dead or Alive 4”, famosissimo gioco di combattimento in prima persona (o “picchiaduro”, come si dice in gergo). In tre giorni sono state giocate oltre 200 partite ufficiali, tutte sotto l’occhio vigile degli arbitri internazionali (per ogni match c’è un arbitro per ogni giocatore più l’arbitro “centrale”)

I mondiali. Oltre all’onore di essere i migliori cyber-atleti italiani, i vincitori dell’edizione avranno la possibilità di prendere parte ai mondiali dei videogiochi, che raduneranno a Monza, dal 18 al 22 ottobre, oltre 700 videogiocatori provenienti da 70 paesi del mondo. Complessivamente, i vincitori si diveideranno oltre 340mila euro in premi. Ma negli spazi espositivi dell’Autodromo non hanno ospitato solamente 450 computer, joypad e chilometri di cavi: durante i tornei, infatti, sono state organizzate anche mostre, conferenze, esibizioni ed eventi.

Il comitato dei World Cyber Games ha scelto come sede Monza, che ha avuto la meglio su Sydney, Cancun e Shangai. “Forti dell’esperienza di accoglienza durante il Gran Premio e altre kermesse di carattere internazionale – spiega l’assessore alla comunicazione del Comune di Monza, Vincenzo Ascrizzi – ci apprestiamo ad accogliere un altro grande evento, che richiamando molti turisti promuoverà il nostro territorio nel mondo. Per la prima volta, lo dicevamo, la fase finale dei mondiali si terrà nel continente europeo, e per di più in un autodromo.

I videogiocatori. La fetta maggiore dei “players” iscritti al torneo, come è facile immaginare, è composta da ragazzi, specialmente dai 16 ai 28 anni. Girando, però, tra le numerosissime postazioni si incontrano anche alcune ragazze, come Chiara, 21 anni, studentessa di Servizio sociale a Pisa: “Abbiamo respirato – racconta – un’aria di rilassatezza e simpatia, sono stata molto bene e sono tutti molto simpatici. Gareggio in ‘Counter Strike’, un gioco dove si sceglie se essere un terrorista o un antiterrorista. Se si è terrorista bisogna cercare di piazzare bombe in punti strategici, se si è un antiterrorista, invece, bisogna disinnescarle. È vero – ammette – la maggior parte dei giocatori sono maschi, ma credo che rientri molto nei gusti della persona: se a una ragazza piace giocare anche a questi tipi di videogiochi un po’ violenti… che male c’è?”. E alla domanda se crede di arrivare ai mondiali di ottobre, Chiara precisa: “Non credo… anche se mi ‘allenò per due ore al giorno, difficilmente ci riuscirò. Io – ammette – sono ancora agli inizi, sono qui per fare esperienza”.

Chi, invece, ai mondiali ci andrà di sicuro è il vincitore della categoria “Need for Speed”, Davide Anzalone, nome in codice “david125”: “Meglio di così non poteva andare – racconta – ho vinto tutte le gare del torneo automobilistico con ampio margine. Dopo la partenza mi piazzavo davanti agli avversari e sono andato avanti così fino alla vittoria”. Davide, venticinquenne napoletano con una laurea in Ingegneria informatica in arrivo, è in realtà è un veterano delle sfide tra videogiocatori: “Ho partecipato a numerosi tornei in Italia e all’estero. Senza cosniderare la partecipazione ai mondiali di Corea nel 2001. Questo è un gioco in cui ci vuole allenamento e abilità – “david125″ ha ammesso di allenarsi circa un’ora e mezza ogni giorno – soprattutto per scoprire i diversi ‘trucchettì delle piste che permettono di guadagnare qualche decimo di secondo in più rispetto agli avversari”.

La storia. La prima edizione della manifestazione si è svolta nel 2000, e con “cadenza annuale – spiegano gli organizzatori – ha contribuito ad alzare il livello di qualità nelle competizioni globali relative ai videogiochi”. Partita sperimentalmente con il nome di “Wcg Challenge”, con giocatori provenienti da 20 paesi, la manifestazione nel corso degli anni è cresciuta in prestigio, fino a che non si è deciso di creare un vero e proprio comitato organizzatore. Basta guardare i numeri dell’evento per rendersi conto della sua importanza: nel 2001, ad esempio, nell’edizione che si è tenuta a Seoul, in Corea del Sud, hanno partecipato 430 atleti provenienti da 37 paesi; nell’ultima, invece, quella del 2005 a Singapore, hanno preso parte 679 atleti di 64 paesi. Addirittura è stata creata anche una classifica mondiale dei Paesi partecipanti, che attualmente vede al primo posto la Corea del Sud seguita da Germania, Stati Uniti e Olanda. L’Italia figura all’ottavo posto, ma possiamo accontentarci: importanti nazioni come Francia, Spagna e Giappone sono sotto di noi.

“Possiamo definire le olimpiadi nazionali e i mondiali internazionali – spiegano gli organizzatori – come un vero e proprio festival culturale mondiale, dove le diversità culturali e linguistiche vengono assottigliate dalla passione comune per il gioco e la competizione sportiva. La vera missione dei giochi è quella di usare il videogame per andare ‘oltre il gioco’: grazie all’agonismo videoludico, i propri limiti fisici non costituiscono più un ostacolo: la fantasia, l’intelligenza e soprattutto l’empatia sono i muscoli che muovono l’atleta, facendogli così percepire le sue vere potenzialità”. Un festival, dunque, che mira ad insegnare e promuovere il rispetto verso principi etici, sano agonismo e rispetto per l’altro.

(25 giugno 2006)

(Nella foto: I concorrenti alle Olimpiadi italiane dei videogames)

Videogames: le Olimpiadi 2006 in Italia


L’importante manifestazione arriva per la prima volta in Europa, a Monza
E dal 23 al 25 giugno le finali nazionali per scegliere il team italiano

Olimpiadi dei videogames
a fine ottobre la finale in Italia

di DANIELE SEMERARO

ROMA – L’Italia, all’inizio dell’anno, ha ospitato le Olimpiadi invernali di Torino 2006. Ma pochi sanno che, quest’anno, ospiterà un’altra competizione olimpica: quella dei videogiochi. Si chiama “Wcg 2006” (World Cyber Games 2006) e si svolgerà il 18 ottobre all’Autodromo di Monza.

Le finali nazionali, che decideranno il team di cyber-atleti che rappresenterà il nostro Paese, invece, si svolgeranno, sempre a Monza, dal 23 al 25 giugno. È la prima volta che una nazione europea ospita le fasi finali di questa importante manifestazione. Lo scorso anno la competizione si è tenuta a Singapore.

I giocatori si sfideranno in due categorie: “Fun”, per videogamers neofiti, e i tornei ufficiali chiamati “Wcg”. Gli “atleti virtuali” si sfideranno in diverse specialità: strategia in tempo reale (con i giochi “Starcraft: Brood war”, “Warcraft III: Frozen Throne” e “Warhammer 40,000: Winter Assault”), sparatutto (con “Counter Strike 1.6”), sport (l’immancabile “Fifa 2006”, poi “Need for speed: Most wanted” e “Project Gotham Racing”) e combattimento (“Dead or Alive 4”).

Gli atleti avranno a disposizione seicento postazioni Pc su cui si disputeranno i tornei delle specialità ufficiali e una rete molto potente in grado di sopportare qualsiasi sovraccarico dovuto al traffico o agli eventuali virus.

“Il mercato italiano dell’industria video-ludica – spiegano gli organizzatori – sta registrando trend di crescita notevoli. Il 36% della popolazione adulta, infatti, gioca frequentemente ai videogiochi e il 50% dei videogiocatori va dai 25 ai 55 anni. Il cyber-sport rappresenta oggi una forma di intrattenimento e di consumo culturale diffuso e in crescita, sia in Italia che in Europa, capace di suscitare agonismo, di sviluppare le capacità strategiche e le abilità manuali degli sfidanti di ogni età”.

(9 maggio 2006)

(Nella foto: L’edizione 2005 a Singapore)

Ecco la PlayStation 3, "giocattolo" da 394 euro


L’annuncio all’E3 di Los Angeles. In Italia uscirà il 17 novembre
Tra le novità un nuovo processore e un controller innovativo

Arriva la nuova PlayStation 3
un “giocattolo” da 394 euro

La nuova consolle visualizzerà anche film in alta definizione

di DANIELE SEMERARO

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ROMA – In Giappone l’11 novembre, negli Stati Uniti e in Europa il 17: sono queste le date tanto attese dai videogiocatori di tutto il mondo. La Sony, infatti, ha finalmente annunciato l’uscita della nuova PlayStation 3, un “giocattolo” che costerà ben 394 euro (499 dollari negli Stati Uniti e 563 in Giappone). I prezzi, ben più alti di quelli del concorrente Xbox 360 di Microsoft (229 euro), si riferiscono alla versione con hard-disk da 20 gigabytes. La multinazionale giapponese, però, ha annunciato anche che in un secondo momento sarà disponibile una consolle con hard-disk da 60 gigabytes al prezzo di 599 euro.

La PlayStation 3 è equipaggiata con un nuovo processore (chiamato “Cell”) sviluppato insieme a Ibm e Toshiba, che si annuncia 35 volte più veloce della PlayStation 2 e due volte più rapido di Xbox 360. Questo vuol dire che ci saranno significativi miglioramenti nella grafica, nella potenza e nella connettività. Anche il lettore Dvd è stato potenziato: la PlayStation 3 ne monta uno chiamato “Blu-Ray”, che utilizza l’alta definizione e che è stato sviluppato appositamente dalla Sony. Nella confezione, altra novità, i giocatori troveranno un controller di nuova generazione, senza fili (utilizza la tecnologia Bluetooth) e con un sensore di movimento.

La lista dei giochi disponibili per adesso è ancora poco chiara. Alla presentazione ufficiale, avvenuta all’E3 di Los Angeles (la più importante fiera mondiale di videogames del mondo, con oltre 400 espositori da 90 nazioni) Sony ha mostrato alcuni titoli. Tra questi, i più appassionanti sono “Heavenly Sword” (un gioco di combattimento ninja), uno sparatutto in prima persona chiamato “Resistance: Fall of Man” e un videogame di carte interattivo chiamato “Eye of judgement”.

Oltre ai videogiochi, comunque, il nuovo gadget multimediale permetterà anche di scaricare o rirpodurre in streaming musica e film da internet, per poi riproiettarli su un televisore ad alta definizione.

Per soddisfare le migliaia di clienti che vorranno acquistare la nuova consolle entro Natale, la Sony ha pianificato di rendere disponibili, nella prima settimana di commercializzazione, due milioni di pezzi in tutto il mondo. Altri due milioni arriveranno entro la fine dell’anno.

La PlayStation 3 andrà a competere, oltre che con la Xbox 360, anche con Wii di Nintendo. Sony, intanto, può gloriarsi già di un record: quello di aver venduto, con un solo prodotto (PlayStation 2), più consolle di tutti: oltre 100 milioni di pezzi.

(9 maggio 2006)

Scrat salverà la valle? L'era glaciale nei pc


Il nuovo videogame è interamente ispirato al film d’animazione
Si gioca in terza persona ed è adatto anche ai più piccoli

Riuscirà Scrat a salvare la valle?
L’Era glaciale entra nei computer

E per gli utenti una guida speciale: la voce di Claudio Bisio

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Manfred il mammut, Syd il bradipo e Diego la tigre, protagonisti del film “L’era glaciale 2: il disgelo”, escono virtualmente dal grande schermo e approdano al mondo dei videogiochi. Vivendi Universal Games sta lanciando, in questi giorni, il videogame che permetterà di rivivere le avventure dei personaggi di una pellicola d’animazione che, probabilmente, resterà a lungo tra i primi posti delle classifiche dei film più visti.

Protagonista assoluto del gioco “L’era glaciale 2” il piccolo Scrat (lo scoiattolo alla perenne ricerca della propria ghianda), che si ritrova immerso in un ambiente di ghiaccio e geyser. Il periodo della glaciazione volge al termine, e lo scioglimento delle nevi porterà a un’inevitabile inondazione. Scrat, così, si ritroverà involontariamente a dover salvare la valle, correndo tra le montagne alla ricerca di noci e ghiande, saltando tra ghiacciai e pendii, scavando o nuotando in immensi laghi ghiacciati. Non è tutto, perché i livelli sono pieni di oggetti interattivi, dalle buche (in cui si trovano sorprese più o meno piacevoli) ai cunicoli alle ghiande d’oro.

Il divertimento, però, non finisce qui. Durante il percorso, infatti, sono “sparpagliati” altri 12 mini-giochi (come il “Bowling del pinguino”, “Lo scivolo di Sid” e “Tirassegno della scimmia”) che hanno come protagonisti, oltre a Scrat, anche gli amici Sid, Manny e Diego.

Questa, però, non è l’unica novità: ad aiutare l’utente, infatti, c’è una speciale guida vocale: Claudio Bisio. Il popolare comico, infatti, si è cimentato nell’interpretazione del personaggio di Sid, il bradipo pasticcione: “Insieme a Sid – spiega – mi complimento con il giocatore per i suoi successi, gli do le dritte giuste quando non sa come proseguire e lo sgrido quando non si comporta bene”.

Il videogame, si noti bene, è pensato per tutta la famiglia, ed essendo privo di contenuti violenti è adatto anche ai più piccoli. Durante i primi livelli, inoltre, lo scoiattolo s’imbatte spesso in “cartelli” che spiegano al giocatore in che modo andare avanti, come utilizzare gli oggetti o fare determinate mosse. Non è tutto, perché gli aiuti sono presenti anche nel menu principale: in ogni istante è possibile richiedere qualche piccolo “consiglio” che permette di andare avanti nel gioco e, in alcuni casi, capirci qualche cosa in più.

L’utente, nello stile dei platform game, può muovere lo scoiattolino attraverso 8 ambienti con 27 livelli di gioco. I comandi sono piuttosto semplici, soprattutto se si usa un joypad, mentre risultano un po’ complicati se si usa la tastiera. Il giocatore può correre, saltare, nuotare, annusare oggetti, effettuare piccoli balzi, tirare calci con un “attacco rotolante” e scagliare oggetti per mettere fuori gioco i nemici. Molto utile anche la presenza di una telecamera, che permette di scegliere, di volta in volta, da quale angolazione e prospettiva giocare.

La grafica è totalmente ispirata a quella del film d’animazione, tanto che, guardando lo schermo, sembrerebbe di assistere alla proiezione di un dvd. Molto efficace, inoltre, l’inserimento, tra un livello e l’altro, di spezzoni di filmati tratti direttamente dal cartone animato.

“L’era glaciale 2” è disponibile al prezzo di 19,90 euro nella versione Pc, 34,90 euro per Nintendo Ds e Game Boy Advance e 39,90 euro per Playstation 2, X-Box e Game Cube.

(25 aprile 2006)

Warcraft, vittoria dei gay dopo esclusione dal gioco


La casa di produzione del gioco aveva chiuso una “gilda” omosex
Ma dopo le proteste si è scusata e ha cambiato la propria politica

Warcraft world, “vincono” i gay
Blizzard li aveva sospesi dal gioco

di DANIELE SEMERARO

ROMA – La casa di produzione del popolare gioco di ruolo online “Warcraft world”, Blizzard, accusata da un’associazione che difende i diritti degli omosessuali di discriminazione, ha annunciato di voler cambiare la propria politica nei riguardi delle squadre composte da giocatori gay. La decisione è stata presa dopo le proteste di moltissimi tra gli oltre cinque milioni di utenti che regolarmente si connettono da tutto il mondo per partecipare al videogame online.

Scopo del gioco è quello di fronteggiare i mostri ed accrescere la propria esperienza. I giocatori, che possono scegliere, a scelta, di essere maghi, guerrieri, druidi, paladini o chierici, si riuniscono poi in “gilde”, con cui si aiutano a vicenda nel raggiungimento dell’obiettivo. E proprio una di queste gilde è stata, negli ultimi tempi, al centro dell’attenzione. Alcune settimane fa, infatti, una ragazza di nome Sara Andrews aveva inaugurato una gilda di nome LGBT (Lesbo, Gay, Bisexual, Trans) Friends, tutta dedicata agli amici di quelle “minoranze sessuali” presenti nel gioco. L’iniziativa era stata largamente sponsorizzata su uno dei forum ufficiali del gioco e così la Blizzard l’ha subito bloccata.

A questo punto l’associazione Stonewall, che da 1989 si occupa della difesa dei diritti delle lesbiche e degli omosessuali, ha dichiarato di essere “indignata” per l’accaduto: “La nascita di una gilda per gli amici degli omosessuali dovrebbe essere approvata, non bloccata sul nascere”. Uno dei portavoce, Jonathan Finney, si è poi augurato che quanto è accaduto “sia solamente un’incomprensione, senza l’intenzione di offendere nessuno”, auspicando che la Blizzard “riveda i piani in proposito di regolamento fino ad oggi applicato”. E così, in effetti, è stato: con un comunicato ufficiale, la Blizzard ha annunciato di essersi scusata (via e-mail) con Sara Andrews e di aver riabilitato la gilda, per la felicità di tutti i giocatori omosessuali. E per chi si batte contro le discriminazioni.

(13 febbraio 2006)

Giovani Usa, contro l'obesità un videogame nelle scuole


Per combattere l’obesità in West Virginia gli studenti dovranno giocare, a scuola, a un famoso videogioco che promette fatica e sudore

In forma con un videogame
singolare decisione in Usa

di DANIELE SEMERARO

NEW YORK – Il problema dell’obesità, si sa, negli Stati Uniti, soprattutto tra i giovani, sta raggiungendo livelli d’allarme. E così, per rimanere in forma, gli studenti delle scuole pubbliche del West Virginia dovranno giocare al famoso videogame “Dance Dance Revolution”.

Diffusissimo anche nelle nostre sale giochi, il gioco è composto da uno schermo e una pedana. Lo scopo è quello di imitare il più possibile, con i piedi sulla pedana, i movimenti che il computer indica, tramite delle frecce che appaiono sullo schermo. I giocatori, così, guadagnano punti saltando sulla pedana e facendo sì che i propri movimenti siano uguali a quelli suggeriti sullo schermo. Il computer, alla fine della partita, indicherà anche quante calorie sono state perse.

“Tutte le 765 scuole del West Virginia saranno dotate entro due anni dell’apparecchiatura necessaria”, ha spiegato il portavoce della Konami Digital Entertainment Inc. (la società produttrice del gioco) Cara Gilbert. Il costo totale dell’operazione ammonta a circa 500 mila dollari, in parte finanziati dalla stessa Konami.

Ma, ci si chiede da più parti, invece di investire tutto questo denaro e di utilizzare un videogioco, per stare in forma non basterebbe un po’ di sana ginnastica in palestra?

(26 gennaio 2006)