Due nuove feature per Google Maps (non è che ora stiamo un po’ esagerando?)

→ D@di per Downloadblog.it

Google continua a inserire aggiornamenti nella popolare applicazione Web Google Maps, ormai diventata il punto di riferimento quando si cercano informazioni stradali (e non solo) in rete.

Forse avrete già notato come nelle ultime settimane siano state inserite nuove funzioni, come la possibilità di vedere, al lato sinistro della pagina, le foto di Panoramio, i video di YouTube o le ultime mappe personalizzate create dagli utenti per l’area selezionata.

Ma non è finita qua. Da un paio di giorni, infatti, Google Maps sta diventando un po’ come Google Earth, e cioè offre la possibilità di visualizzare (un po’ come dei layers, appunto) ulteriori informazioni prorio all’interno della mappa, e non solo al lato sinistro.

Mi spiego meglio: facendo click, nel menu in alto, sul nuovo layer “altro”, infatti, possiamo scegliere se visualizzare sulla mappa i segnalini delle foto e quelli di Wikipedia. Se, ad esempio, stiamo “volando” su una città e attiviamo la funzione “foto”, vedremo le anteprime delle fotografie (”geotaggate”) che si riferiscono alla zona visualizzata; se premiamo sul segnalino, poi, otterremo un’immagine maggiore con ulteriori informazioni.

Stessa cosa per Wikipedia, che offre informazioni su musei, chiese, edifici e così via. Di certo si tratta di una funzione molto interessante. Ma ci chiediamo: non è che ora stiamo un po’ esagerando?

Mi spiego meglio: per questo non bastava già Google Earth, che è piena di layer interessanti? Non è che poi Google Maps, fino ad ora molto veloce e pratico, diventerà pieno di funzioni eccessive e un po’ inutili? Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione.

Larousse apre a internet la propria enciclopedia “contributiva”. Ma i contributi degli utenti saranno ben distinti da quelli degli “esperti”

→ D@di per Geekissimo.com

Larousse, la famosa enciclopedia francese, approda online con il sito Larousse.fr. E si tratterà, secondo l’editore, della “prima enciclopedia contributiva”, dove i contributi del popolo del Web si affiancheranno a quelli degli “esperti” della famosa casa editrice francese. Anche se non si tratta, hanno tenuto bene a precisare i responsabili del sito, di un’enciclopedia come Wikipedia, ma di un ibrido: da una parte ci saranno i testi “ufficiali”, da un’altra, ben distinti, quelli inseriti dagli utenti.

L’enciclopedia, in francese, è gratuita e porta con sé una dote di circa 150mila voci, con 10mila tra foto, disegni e animazioni. Altra differenza rispetto a Wikipedia: chi vorrà contribuire all’enciclopedia dovrà essere identificato con il proprio nome e cognome, e rimarrà proprietario degli articoli che scrive. Inoltre, solo l’autore potrà modificare ciò che ha scritto. “La gente è sempre più abituata a questa situazione – ha spiegato Line Karoubi, vicedirettore del dipartimento dizionari ed enciclopedie di Larousse – e cioè a fare la differenza fra un articolo di riferimento e un punto di vista”.

Una mossa, dunque, in linea con le decisioni sempre prese da Larousse, del gruppo Hachette, che conta molto sulla sua immagine, sull’affidabilità e sui contributi di qualità. Per evitare “eventuali problemi”, i responsabili del sito hanno messo in blacklist circa duemila parole che apartengono a temi ritenuti sensibili: se queste parole saranno utilizzate in un articolo, interverrà un’equipe di moderatori a controllare i testi degli utenti.

Larousse, dunque, con un modo tutto suo va all’attacco di Wikipedia, fino ad ora abbastanza incontrastata nel settore delle enciclopedie online. Staremo a vedere come andrà a finire. C’è da dire che questa divisione tra contributi dell’enciclopedia e contributi dell’utente apparentemente sembra interessante e abbastanza innovativa, anche se – a mio giudizio – i contributi degli utenti vengono messi un po’ in secondo piano rispetto a quelli “ufficiali”; inoltre, per come siamo stati abituati fino ad ora, la scelta di non permettere la modifica degli articoli se non agli stessi creatori appare quanto meno anacronistica. Che ne pensate?

Powerset: Wikipedia con un linguaggio naturale

→ D@di per Geekissimo.com

Powerset ha presentato ieri un nuovo motore di ricerca per Wikipedia in grado di capire il linguaggio naturale dell’uomo, al posto delle chiavi di ricerca. Il concetto che sta alla base di Powerset è quello di spezzettare la frase ed estrapolarne i concetti, dando così la possibiltà all’utente di cercare anche concetti vaghi di cui non saprebbe selezionare le parole chiave da inserire in un “normale” capo di ricerca. Powerset, in pratica, cerca al di là delle parole per capire le relazioni concettuali che si avvicinano di più a ciò che l’utente sta cercando.

Per ora Powerset (al quale ha lavorato un team di 50 impiegati tra linguisti e scienziati) è stato appena lanciato, anche se sta cercando di contattare i siti più grandi per cercare di vendere la propria tecnologia; al momento farà soldi vendendo spazi pubblicitari. Certo, pensano già molti analisti, se Microsoft acquistasse Powerset per estenderlo alle ricerche in tutto il Web, si potrebbero stendere le basi per la costruzione di un vero e proprio “Google Killer” (ma al momento – immaginiamo – è ancora molto presto). Ma come funziona esattamente? Facciamo qualche prova pratica.

Abbiamo fatto qualche prova. Ad esempio abbiamo provato a chiedere a Powerset quante volte si è sposata Elizabeth Taylor, quanti anni ha Barack Obama, qual è il prefisso internazionale dell’Italia e devo dire che Powerset non ci ha mai deluso.

Tra l’altro, il motore di ricerca non si “limita” a riportarci alla pagina esatta di Wikipedia, ma include l’intero articolo all’interno della sua grafica, dandoci la possibilità di ottenere un riassunto nella parte destra dello schermo. Se avete voglia di fare delle prove fateci sapere che risultati avete ottenuto!

Minacce di morte su Wikipedia, arrestato in Usa un quindicenne

→ D@di per Downloadblog.it

Di Wikipedia si può anche venire arrestati. È quello che è successo a un quindicenne californiano della Wilson High School, accusato dalla polizia di aver lanciato numerosi “messaggi di morte” ad alcuni studenti asiatici (indicati con nome e cognome) attraverso la pagina Wikipedia della sua scuola.

Il ragazzino è stato arrestato dopo che i gestori della popolare enciclopedia online hanno avvertito le autorità dei ripetuti messaggi violenti e di stampo razzista. Uno di questi, solo per fare un esempio, recitava: “Mi piacerebbe spararle in mezzo agli occhi e vederle colare il sangue della bocca”, e si riferiva a una studentessa asiatica.

In realtà la cosa andava avanti da circa un anno, riferisce il Los Angeles Times, ma le autorità sono intervenute solo dopo la segnalazione dello staff di Wikipedia. Possibile che nessuno si sia accorto prima di quello che stava accadendo?

Pubblicare il proprio lavoro, o metterlo gratuitamente su Wikipedia? Per alcuni scienziati non c’è dubbio: Wikipedia

→ D@di per Geekissimo.com

Pubblicare il proprio lavoro su una rivista scientifica o renderlo disponibile, a tutti, su siti come Wikipedia? È il dilemma che si stanno ponendo alcuni scienziati dell’American Physical Society, che da giorni stanno intraprendendo una lotta nei confronti della casa editrice di Physical Review Letters, che non dà loro la possibilità di condividere le proprie ricerche su internet, perché protette da copyright.

Una volta pubblicata la propria ricerca sulla rivista, i diritti andrebbero a finire tutti alla casa editrice, che poi non darebbe il consenso affinché si possano creare delle “opere derivate”. “È irragionevole e completamente folle che in un campo come il nostro – spiega uno degli scienziati – accadano cose del genere. Le nostre scoperte devono essere disponibili alla maggior parte delle persone possibile“.

La casa editrice, così come molte altre, è ferma nelle sue idee, anche se sembra che le forti pressioni di questi giorni potrebbero spingerla a rivedere le sue scelte in tema di copyright. Alcuni altri editori, come l’inglese Royal Society, hanno già adottato politiche di copyright che consentono la riproduzione (almeno parziale) online.

Dal mio punto di vista la comunità scientifica dovrebbe davvero reagire, come sta facendo questo gruppo di scienziati, contro le case editrici: internet è nato grazie agli scienziati, e le ricerche dovrebbero sempre essere il più possibile diffuse gratuitamente. Siete d’accordo? Se foste degli editori, lascereste che i lavori scientifici dei vostri autori possano circolare in rete? O applichereste politiche restrittive?

Risparmiare carta stampando gli articoli di Wikipedia

→ D@di per Downloadblog.it

Capita di stampare spesso articoli da Wikipedia e volete risparmiare un po’ di carta? Capita spesso di consultare articoli dell’enciclopedia online e volete caricarli in maniera più veloce e intuitiva? Per questi due scopi, principalmente, è stato progettato Lexisum.

L’utilizzo è semplicissimo: basta inserire nella barra della ricerca le prime iniziali del termine che stiamo cercando. Una volta scelto il termine, il sistema caricherà la pagina in maniera molto veloce. E noi, se vorremo stamparla, dovremo semplicemente scegliere il formato di stampa (A4, A4 small, A5, A5 small, A6, bianco&nero).Interessante anche la possibilità di avere un’anteprima del foglio che andremo a stampare

Lexisum è disponibile in numerose lingue, tra cui l’italiano (anche se le traduzioni dei comandi e delle istruzioni sono state fatte in maniera automatica, e quindi suonano davvero strane).

Il grande bivio di Wikipedia

→ D@di per Geekissimo.com

In questi giorni c’è un certo fermento attorno a Wikipedia, tant’è che ce ne stiamo occupando molto frequentemente. L’enciclopedia, che ormai è arrivata a oltre 9 milioni di voci in 250 lingue solo grazie all’aiuto degli utenti, starebbe però vivendo un periodo di forte riflessione al proprio interno.

È quanto si legge in un lungo articolo dell’Economist, secondo cui Wikipedia si troverebbe davanti a un bivio: può continuare ad abbracciare ogni aspetto dello scibile umano, non importa quanto insignificante; oppure può adottare una politica editoriale più restrittiva, eliminando tutti gli articoli considerati di poco conto, nella speranza di migliorare la propria reputazione come risorsa credibile.

Così, insomma, si sta aprendo all’interno di Wikipedia un conflitto tra coloro che credono che criteri editoriali restrittivi possano abbassare i livelli di entusiasmo nei confronti del progetto e portarlo quindi alla morte, e coloro, invece, secondo cui la più grande enciclopedia online del mondo dovrebbe essere più selettiva e cauta nell’accettare nuovi lemmi. Prendiamo ad esempio i tanti personaggi del gioco giapponese Pokémon, spiega il giornalista dell’Economist.

Più di 500 di loro hanno biografie molto approfondite, così come tutti i personaggi delle serie Tv, anche sconosciute; ma se si vanno a cercare biografie dei leader di Solidarność, il sindacato autonomo dei lavoratori polacchi, non si trova un granché. Questo è solo uno dei tanti esempi che possiamo trovare anche noi stessi e in cui ci saremo imbattuti decine di volte. Voi come vi schierate? I criteri dovrebbero essere o no più restrittivi?

Odio e amore su Wikipedia e eBay. Una storia vera

→ D@di per Geekissimo.com

Quella che vi racconto oggi è una storia (vera) che ha come protagonisti Rachel Marsden, commentatrice e blogger canadese, e Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia. La loro storia d’amore è finita proprio su internet con due colpi di scena che né l’uno né l’altra si aspettavano. A scatenare la polemica è stato Jimmy, che qualche giorno fa ha “editato” la propria voce su Wikipedia aggiungendo una postilla: “Non sono più legato a miss Marsden”.

Peccato, però, che lei abbia dovuto scoprire che la loro storia d’amore era finita… proprio su Wikipedia. E così, per vendicarsi, ha deciso di mettere in vendita online su eBay la maglietta e il maglione che l’uomo indossava durante la loro ultima notte d’amore. “Ciao, il mio nome è Rachel – si legge nella descrizione degli oggetti in vedita su eBay – e il mio ex-ragazzo, il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales, mi ha appena lasciato con un annuncio sulla sua enciclopedia. Si è trattato di una mossa talmente classista che ho voluto fare anch’io qualcosa di simile, per questo vendo alcuni dei vestiti che ha lasciato nel mio appartamento di New York”.

“Entrambi questi vestiti – continua – sono stati lavati due volte con un sapone molto forte. Altrimenti non sarebbero stati in condizione di poter essere venduti”. Ma Rachel non si è fermata: ha mandato una trascrizione delle loro appassionate conversazioni ad alcuni blog specializzati in nuove tecnologie, chiedendo, tra l’altro, se Wales non avesse violato i principi di Wikipedia, secondo cui i contenuti devono essere scritti da un punto di vista neutrale e non possono contenere elementi che costituiscono narrativa romanzata o interpretazione storica.

Tra l’altro la signorina Rachel ha voluto aggiungere anche un tocco di “pepe” in più al proprio annuncio su eBay, specificando di non essere riuscita a togliere dalla maglietta “due macchie bianche, una sulla manica e un’altra sul retro”… Non sappiamo come andrà a finire la questione, sappiamo solo che il loro breve rapporto è finito dov’era iniziato: sulla rete. E sappiamo anche che, al momento in cui scriviamo, la maglietta è arrivata, all’asta, a una cifra di 2.125 dollari, mentre il maglione è quasi a 900. Una storia, dunque, incredibile, tanto più che riguarda una tra le figure più celebri del Web 2.0.

La tua biografia inserita su Wikipedia viene cancellata di continuo? Usa Biographicon

→ D@di per Geekissimo.com

Quante volte vi è capitato di stare ore e ore davanti all’editor di Wikipedia, di creare e confezionare per bene la pagina che parla di voi… e poi vedervela cancellata per criteri di notabilità? Oltre a rimanerci molto male e a capire che poi non siamo così famosi, solitamente mandiamo tutto a quel paese e lasciamo stare.

Oggi arriva un interessante servizio Web, chiamato Biographicon, che si pone a metà tra siti come Wikipedia e servizi di autopromozione come LinkedIn. Funziona più o meno così: ognuno, famoso o no, può costruirsi la propria biografia o quella di qualcun’altro. Ognuno, inoltre, può modificare le biografie degli altri, proprio come accade su Wikipedia.

Al momento il sistema è molto “basic”, anche se gli sviluppatori assicurano che arriveranno presto altre funzioni. Nella pagina, oltre alla propria foto, è possibile inserire tutta la propria “storia” (studi, lavoro, pubblicazioni, etc). Interessante anche poter scoprire, in fondo a ogni profilo, le relazioni con altri profili pubblicati nel sito. Ogni profilo, ovviamente, può essere commentato.

Un servizio di certo ancora giovane, ma decisamente innovativo e molto utile, perché – se prendesse piede – potrebbe rappresentare davvero un enorme database di biografie. Davvero utilissimo quando si fanno delle ricerche!

Il sindaco di Firenze querela Wikipedia per diffamazione

→ D@di per Geekissimo.com

Quanto è importante per i politici italiani l’enciclopedia Wikipedia? Ancora non ci sono dati tali da poter compiere una ricerca. Ma sicuramente negli ultimi anni sta assumendo sempre più importanza. Oggi l’ultima vicenda in ordine di tempo: il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, ha dato mandato ai suoi avvocati di querelare per diffamazione e calunnia Wikipedia.

Sì, avete capito bene. Proprio Wikipedia, la grande enciclopedia collaborativa scritta dagli utenti del Web. Insieme a Domenici, anche l’assessore comunale Graziano Cioni. Il motivo, spiegano dal municipio, sarebbe che alla voce “Leonardo Domenici” del sito “si imputano al primo cittadino e alla sua giunta alcuni provvedimenti e decisioni che hanno suscitato critiche da parte della cittadinanza“, citando in particolare “l’affidamento dei parcheggi cittadini alla società ‘Firenze parcheggi’, del cui Cda fanno parte le mogli dell’assessore Cioni e dello stesso Domenici”.

La calunnia, prosegue il comunicato del Comune, era già circolata in passato e nel 2004 la procura della Repubblica di Firenze aveva aperto un’inchiesta che ha portato a una condanna e a un rinvio a giudizio. Non entriamo ovviamente nel merito della questione politica. Ma era necessaria addirittura un’azione legale? Non era più semplice cercare di mettersi in contatto con i vari moderatori e spiegare le proprie ragioni?

Inoltre, mi sembra abbastanza “dura” l’idea di querelare Wikipedia che, anche se è vero che dovrebbe assumersi le responsabilità di quello che c’è scritto nelle proprie pagine, in teoria non ha colpa se militanti di questa o quella fazione politica modificano le schede dei personaggi pubblici. Al momento per noi è impossibile controllare la voce che riguarda il sindaco Domenici, perché la pagina risulta bloccata. “Attenzione: questa pagina – si legge su Wikipedia – è stata bloccata ed oscurata a scopo cautelativo. Verrà eventualmente ripristinata alla fine della vicenda che la riguarda”.

“Togliete da Wikipedia quelle immagini di Maometto”. Parola di 180mila musulmani

La popolare enciclopedia Wikipedia sta, al momento, rifiutando di togliere dalle proprie pagine alcune immagini di Maometto considerate offensive nel mondo musulmano. Pensate che l’enciclopedia ha ricevuto oltre 180mila lettere di protesta, ma al momento non c’è stato nulla da fare. Le immagini, in particolare, sono presenti all’interno delle localizzazioni europee di Wikipedia, e sono tratte da miniature persiane e ottomane datate tra il quattordicesimo e il sedicesimo secolo.

L’Islam, lo ricordiamo, vieta qualsiasi rappresentazione del profeta Maometto. Gli autori dei diversi post, in ogni caso, non vogliono cedere alle pressioni che arrivano dal mondo musulmano, e hanno risposto che chi si ritiene offeso da queste immagini può semplicemente evitare di consultare le pagine delle versioni europee dell’enciclopedia. Una risposta, dunque, abbastanza forte e decisa.

Le immagini, ovviamente, non appaiono nella versione in arabo. In una delle due immagini, il volto di Maometto è velato (pratica largamente usata nell’arte islamica del sedicesimo secolo); in altre due, però, una del 1315 (che rappresenta la prima rappresentazione pittorica del profeta) e una del quindicesimo secolo, il volto è visibile. Tra le argomentazioni principali della protesta, il fatto che queste immagini sarebbero state appositamente inserite per insultare i fedeli musulmani.

Wikipedia, invece, rimanda al mittente le accuse, spiegando di riconoscere le tradizioni musulmane, ma siccome si tratta di un’enciclopedia che ha il dovere di rappresentare tutti gli aspetti della realtà da un punto di vista neutrale, non si autocensura per far comodo a un gruppo particolare. Inoltre, la vicenda non va a violare alcuna legge della Florida, che è lo stato degli Usa nei quali risiedono i server di Wikipedia. Una questione, dunque, abbastanza spinosa, soprattutto perché va a toccare i sentimenti religiosi di un grandissimo numero di abitanti della Terra. Cosa ne pensate? Wikipedia dovrebbe scendere a compromessi, oppure fa bene a continuare ad andare avanti, dritta per la sua strada?

“Volete usare Google o Wikipedia? Allora non frequentate il mio corso”. Parola di docente

“Servizi come Wikipedia e Google sembrano vogliano togliere il lavoro a noi docenti. Per questo se volete usarli, non frequentate le mie lezioni“. Suona più o meno così l’ultimatum dato da Tara Brabazon, docente all’università di Brighton, ai propri studenti, troppo abituati secondo lei a consultare la rete, senza approfondire, quando si tratta di studiare. Eliminare dalle nostre vite (o da quelle degli studenti) le ricerche su internet o sui wiki mi sembra al giorno d’oggi una cosa impossibile. Eppure la professoressa Brabazon non è l’unica a pensarla così: capita ormai sempre più spesso che specialisti di un determinato settore (come possono essere i docenti di storia, leteratura, scienze e così via) vedono il Web come uno spazio aperto e infinito con troppe variabili e troppo pericolo di perdere la bussola.

Per questo, probabilmente, dopo aver speso anni e anni sui libri preferiscono i buoni e vecchi metodi d’insegnamento e apprendimento più che quelli nuovi e ufficialmente “non approvati” dagli enti universitari. Ciò che probabilmente dovrebbero capire, invece, è che i processi di insegnamento e la condivisione di conoscenza si stanno espandendo senza limiti dalla nascita del World Wide Web, con un conseguente enorme afflusso di dati sui computer degli utenti. Sta divenando abbastanza impossibile, quindi, da parte degli studenti accettare quello che chiede la professoressa, senza se e senza ma.

Wikipedia, ad esempio, non è da demonizzare, perché è vero che molti termini non sono esatti al 100 per cento e possono essere di parte, ma è sempre un ottimo punto di partenza per le proprie ricerche e per i propri approfondimenti. Per citare quello che dicono in continuazione alcuni, “è un ottimo esperimento democratico e sociale fatto interamente dagli esseri umani, e così come gli esseri umani non sono perfetti, anche Wikipedia non è perfetta“.

Avevamo già affrontato il problema dell’utilizzo di internet a scuola, e sinceramente mi sembra strano che anche certe rappresentanze del mondo accademico (mondo nel quale, ricordiamocelo sempre, è nata la Rete) si oppongano a internet senza voler sentire ragioni. Non sarebbe meglio – lo andiamo dicendo da tempo, ormai – insegnare agli studenti come fare una buona ricerca, anche con l’utilizzo di internet? Magari spiegandogli come scremare i risultati “utili” da quelli superflui e di parte? Fatemi sapere se siete d’accordo e se vi capita mai, a scuola o all’università, di sentire cose simili: si tratta di un tema molto interessante su cui si deve poter discutere.

Iniziamo il 2008 in cultura: ecco come installare tutta Wikipedia sull’iPod

→ D@di per Geekissimo.com

Avete un iPod con ampia capacità di archiviazione e un paio di Gigabyte liberi che non sapete come usare? Oggi vi insegnamo a installare tutta l’enciclopedia Wikipedia (in inglese) proprio sull’iPod. Il sistema, progettato dal gruppo di lavoro iPodLinux, è davvero semplice da usare e viene aggiornato ogni sei mesi (che per un’enciclopedia va più che bene). Ora prendete l’iPod, il computer e armatevi di santa pazienza (il download è un po’ lento) e… iniziamo.

Colleghiamo l’iPod al computer, apriamo iTunes e accertiamoci che l’opzione che permette di usare l’apparecchio come disco esterno sia abilitata. Mentre l’iPod è collegato, scarichiamo ed installiamo il programma apposito (solo per Windows purtroppo). Una cosa importante da ricordarsi: durante l’installazione, il sistema chiederà se vogliamo che Wikipedia sia il “default system” sul nostro iPod (questo significa che quando accendiamo l’iPod, ci verrà sempre richiesto se attivare Wikipedia o l’iPod normale). A questo punto è preferibile dire di NO.

Una volta completata l’installazione, riavviamo l’iPod tenendo premuti i tasti “play” e “menu” per più di cinque secondi. Appena apparirà il logo della Apple, spingiamo per più di cinque secondi sul tasto “rewind” (le freccette verso sinistra, quelle per riavvolgere, in pratica). Apparirà la nuova sezione Wikipedia dell’iPod. A questo punto, se tutto è andato per il meglio potremo iniziare a scaricare la base di dati, che sono circa 1,7 Gb. Una volta scaricata e dopo aver bevuto un buon thè, apriamo l’iPod in modalità disco e incolliamo il tutto in “data\encyclopodia\library\” e, di nuovo, riavviamo. Tutto qua.

Purtroppo sembra che il software non funzioni sugli iPod di quinta generazione e sui Nano di seconda generazione. Qualche tip utile: la prima cosa da fare una volta installato tutto è andare nelle impostazioni e cambiare il contrasto dello schermo e la sensibilità della rotellina centrale; il tasto “menu” accende e spegne la retroilluminazione, che rimane solitamente sempre attiva; per ritornare all’iPod normale basterà fare uin semplice reboot dell’apparecchio.