Santoro via dalla Rai: un danno per tutti, in primis per l’azienda

Santoro potrà piacere o non piacere, potrà essere considerato un cialtrone o un professionista, può essere simpatico o antipatico. Ma la sua “cacciata” dalla Rai è soprattutto un autogol per l’azienda, in termini di qualità, di ascolti e quindi di raccolta pubblicitaria.

Basti considerare i risultati di ascolto delle trasmissioni condotte da Santoro sulla Rai a partire dal 1988 fino a quest’anno pubblicate sul sito di “Annozero”. In particolare la scorsa stagione televisiva “Annozero”, attestandosi per nove volte come il programma più visto in assoluto, ha reso Rai2 la rete “leader” del giovedì sera. Performance confermata anche quest’anno: per quindici volte la trasmissione di Michele Santoro è stata il programma più visto. Non è tutto: da quando è nata, Rai2 non aveva mai “vinto” un tale numero di prime serate.

L’impegno di Santoro in Rai iniziò nel 1993 con “Il Rosso e il Nero” (22,42 per cento di share in media) e con “Temporeale” dal 1988 al 1996 su Rai3. Poi il passaggio su Rai2 nel 2000 con “Il Raggio Verde”, “Sciuscià” e “Annozero”, che nell’edizione in corso, la quinta, ha fatto registrare una media di 5 milioni 773mila spettatori con il 20,71 per cento di share, contro una media di rete nel daytime dell’8,8 per cento.

Un pensiero su “Santoro via dalla Rai: un danno per tutti, in primis per l’azienda

  • se aumentano il canone dato che eliminare santoro vuol dire perdita di ascolti e sopratutto di entrate pubblicitarie io l’aumento lo giro al nostro caro Silvio nazionale…
    …se una persona vuole o non vuole una cosa è la persona stessa che deve pagare perchè:

    I DON’T PAY !

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