A Scampia in manette 29 affiliati al clan Di Lauro


Tra le ipotesi di reato, estorsione, ricettazione e associazione a delinquere
L’operazione è scattata grazie alle dichiarazioni di un pentito

Blitz a Scampia, 29 in manette
In carcere gli affiliati al clan Di Lauro

Il sindaco Iervolino: “Gli arresti sono un segnale molto forte”

di DANIELE SEMERARO

NAPOLI – Sgominata a Scampia un’organizzazione di rapinatori legati al clan Di Lauro. Ventinove i decreti di fermo eseguiti dalla squadra mobile e dal Nucleo operativo dei carabinieri di Napoli e firmati dai Pm della Direzione distrettuale antimafia Filippo Beatrice e Antonio Ardituro e dal sostituto procuratore Enrica Parascandolo. Agli indagati sono contestate 110 imputazioni per reati che vanno dalla ricettazione all’estorsione all’associazione per delinquere aggravata dall’articolo 7 (cioè dall’agire agevolando la camorra), per aver, appunto, spalleggiato l’attività del clan Di Lauro.

La massiccia operazione è scattata questa mattina alla periferia nord di Napoli, nei quartieri di Scampia e Secondigliano, teatro l’anno scorso della sanguinosa faida tra il clan Di Lauro e gli scissionisti. Tra i destinatari dei provvedimenti figurano anche due esponenti di primo piano del clan Di Lauro, Ugo De Lucia e Giovanni Cortese. Per agevolare gli arresti, in un caso si è reso necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno rimosso una cancellata a protezione di un’abitazione.

I componenti della banda appartengono ad una organizzazione dedita a rapine e furti, soprattutto di autovetture di grossa cilindrata, che poi venivano rivendute ai proprietari con il sistema del cosiddetto “cavallo di ritorno” chiedendo tra i mille e i cinquemila euro, per la restituzione dell’auto o della moto rubata. I reati, la maggior parte dei quali non venivano denunciati, avvenivano soprattutto nel quartiere di Secondigliano e nei comuni di Caivano, Cardito, Melito, Frattamaggiore e Frattaminore.

Le indagini sono andate avanti, fino ad arrivare agli arresti, soprattutto grazie alle rivelazioni di un collaboratore di giustizia, Pietro Esposito, e alle intercettazioni telefoniche effettuate tra il settembre del 2004 e i primi mesi del 2005 e disposte nell’ambito dell’inchiesta sulla faida di Scampia.

Per il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, l’operazione di questa mattina “è un altro segnale molto forte: dove arrivano le forze dell’ordine a ripulire il territorio – ha spiegato – arriva la legge ed arriva lo sviluppo per la cittadinanza e la liberazione dalla paura”.

(11 aprile 2006)

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