Daniele Semeraro

Giornalista

C’era una volta il programmatore, adesso è l’era del vibe coding


Si moltiplicano i servizi che permettono a tutti coloro che hanno un’idea – ma non hanno le competenze tecniche – di creare e gestire siti, app e agenti personali. È l’era del vibe coding, dove tutti possono muoversi “alla velocità del pensiero”. A Sky TG24 abbiamo provato uno dei software più famosi, Emergent

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Codici spesso incomprensibili, numeri, lettere, parentesi, simboli strani. C’era una volta il programmatore, chino sulla tastiera e concentrato a non mancare uno spazio o una virgola, pena il crash di tutto il software. Oggi la figura del programmatore, o del coder, è certamente importante, considerato che tutto ormai si basa su sistemi informatici, app, web. Ma qualcosa sta cambiando, e quella figura pian piano sta lasciando il posto a un professionista diverso, che dialoga con la macchina descrivendo le proprie idee a parole. Benvenuti nell’era del vibe coding, la tendenza tech che sta ridefinendo lo sviluppo software.


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