Evolve3 65 Flex, la prova delle nuove cuffie da ufficio di Jabra

Leggere, pieghevoli e pensate per chi cambia spesso postazione o luogo di lavoro, puntano sull’intelligenza artificiale per mantenere nitida la voce anche senza braccetto. La qualità delle chiamate convince; buone anche ANC e resa musicale

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Le Evolve3 65 Flex di Jabra nascono per risolvere un problema molto concreto del lavoro ibrido: avere un’unica cuffia sufficientemente leggera da viaggiare ogni giorno nello zaino, discreta da utilizzare anche fuori dall’ufficio e, nello stesso tempo, abbastanza affidabile per riunioni, telefonate e dettatura vocale. Il tratto che le distingue dalle normali cuffie professionali è l’assenza del microfono ad archetto. La voce viene invece catturata da sei microfoni digitali MEMS e isolata dai rumori attraverso la tecnologia ClearVoice basata sul deep learning. È una scelta che rende le Evolve3 65 Flex più simili a normali cuffie Bluetooth ma è una soluzione che comporta anche un compromesso: gli algoritmi riescono a separare piuttosto bene la voce dai suoni circostanti, ma non sempre restituiscono la stessa presenza e naturalezza di un microfono posizionato davanti alla bocca. È proprio su questo equilibrio fra portabilità e prestazioni professionali che si concentra il prodotto. Lo abbiamo messo alla prova proprio durante le nostre giornate di lavoro.